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24 febbraio 2007

Ambiente: il premio nobel Carlo Rubbia

Dopo tante: parole, trattati, convegni, il mondo intero si sta confrontando con una triste realtà che è quella del verificarsi dei

Dopo tante: parole, trattati, convegni, il mondo intero si sta confrontando con una triste realtà che è quella del verificarsi dei seri mutamenti climatici che ormai non si possono più nascondere, addirittura gli Stati Uniti d’America si sono trovati a riconoscere le anomalie climatiche, e quindi ad iniziare ad approntare una politica di tutela ambientale, cercando di trovare nuove fonti di energia rinnovabile per poter diminuire il più possibile le emissioni nocive nell’atmosfera.
Restringendo il campo di osservazione nella nostra nazione, possiamo affermare che la collaborazione tra università ed i vari istituti di ricerca che si occupano di questo argomento è in netto aumento e questo, perché si sente l’esigenza di dare risposte serie e concrete all’impiego delle energie rinnovabili.
In questi ultimi giorni c’è stato un incontro privato tra il ministro dimissionario dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ed il premio nobel Carlo Rubbia che in Spagna, sta svolgendo ricerche su nuove fonti di energia e sta cercando di trovare nuove risposte energetiche che spaziano: dal nucleare il più pulito possibile, all’energia solare. Proprio Carlo Rubbia un po’ di tempo fa ha affermato che c’è bisogno di migliorare le tecnologie di utilizzo di queste fonti energetiche rinnovabili, avendo il coraggio di stravolgere i vecchi schemi e quindi innovando totalmente il modo di approccio a queste nuove frontiere del sapere, perché altrimenti non si riuscirà mai ad avere veri risultati concreti.
Anche le nostre università stanno moltiplicando in tal senso i loro sforzi. Tra tutte le iniziative ricordiamo lo studio svolto sul nuovo combustibile, per le automobili del futuro, teso non soltanto ad ottimizzare l’utilizzo di questo combustibile, ma anche cercando di farlo diventare una fonte energetica innovativa. Questo è soltanto un esempio; in generale la strada che si sta cercando di percorrere è quella di imparare ad usare il meglio possibile tutte le fonti energetiche naturali e questo può avvenire solo se si riesce a costruire nuove tecnologie per migliorare non soltanto l’utilizzo, ma anche e soprattutto la sicurezza di queste nuove fonti.
C’è un grande ostacolo che tende a dividere la comunità scientifica che si occupa delle nuove fonti di energia ed è il dibattito sull’“energia nucleare”, che a volte è vissuto con grande lacerazione e drammaticità. Una larga parte degli scienziati ritengono che sono troppo alti i rischi per l’ambiente e per le persone di un vasto utilizzo del nucleare, mentre altri studiosi e tra questi anche Carlo Rubbia sono favorevoli all’utilizzo della contestatissima fonte di energia.
In questo quadro abbastanza variegato e contraddittorio, dobbiamo comunque ricordarci, che dal punto di vista delle ricerche nell’ambito: ecologico, ambientale e tecnologico innovativo, le università sia in ambito nazionale che internazionale sono molto attive; infatti ricordiamo che a livello della nostra nazione abbiamo, con grande orgoglio in fase di notevole avanzamento il progetto del rilevamento naturalistico che è all’avanguardia nel mondo. E tra i grandi sforzi che l’università fa anche in campo energetico non va dimenticata una delle collaborazioni più fruttuose fino a questo momento a noi note, che ha visto un’attiva partecipazione dell’ E.N.E.A. e della seconda università di Roma“Tor Vergata”. E da tale reale collaborazione che ha visto come oggetto, lo studio dell’idrogeno come fonte energetica e soprattutto come nuovo combustibile si sono ottenuti frutti importanti dal punto di vista della conoscenza di questa fonte di energia.
Queste continue ricerche, convegni e collaborazioni che vedono protagoniste le nostre università insieme a diversi istituti ed enti di ricerca, ci fanno sperare ad un futuro migliore ed a buoni risultati almeno in questo campo!

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