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14 febbraio 2007

Da un gruppo di scienziati toscani un nuovo metodo per diagnosticare la sclerosi multipla benigna

La sclerosi multipla è considerata una delle malattie che costituisce la prima causa di deperimento neurologico nei pazienti che rientrano

La sclerosi multipla è considerata una delle malattie che costituisce la prima causa di deperimento neurologico nei pazienti che rientrano nella fascia d’età dai venti ai quaranta anni: ottanta casi ogni centomila abitanti. Arriva però una buona notizia da alcuni scienziati fiorentini, grazie allo studio coordinato da Maria Pia Amato, docente associato al Dipartimento di Scienze neurologiche e psichiatriche dell’ateneo fiorentino, da Nicola De Stefano, docente associato al Dipartimento di Scienze neurologiche e del comportamento dell’Università di Siena, e da Leonello Guidi, primario dell’U. O. Neurologia dell’Ospedale di Empoli, che ha analizzato l’evoluzione della forma benigna di questa malattia, nella quale si rileva l’assenza di disabilità neurologica durante il decorso.
In particolare, si è rivelato essenziale individuare il momento in cui iniziare la terapia del farmaco specifico per il paziente attraverso la diagnosi precoce. Come spiega il prof. De Stefano: “La valutazione del MTr (risonanza magnetica con trasferimento di magnetizzazione) può dunque rappresentare un indicatore affidabile per una precoce identificazione dei pazienti che andranno incontro a una evoluzione benigna della malattia nel lungo termine, in grado di assistere il clinico nella decisione terapeutica”.

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