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6 febbraio 2007

Diploma Supplement: a che punto siamo?

Allo scoccare della mezzanotte del primo gennaio 2007 i cittadini della Romania non hanno solo festeggiato per l’avvento di un altro ciclo di 365

Allo scoccare della mezzanotte del primo gennaio 2007 i cittadini della Romania non hanno solo festeggiato per l’avvento di un altro ciclo di 365 giorni, ma soprattutto per l’ingresso definitivo della loro Patria nel club dell’Unione Europea. Cosa significherà per tanti rumeni, in particolare giovani, questo traguardo politico? Nient’altro che la possibilità di sentirsi cittadini con uguali diritti e doveri al pari di italiani, tedeschi, francesi e spagnoli, avendo così la chance di vedersi riconosciuti anche i propri titoli di studi. Un’occasione irrinunciabile, dunque, per ragazzi e ragazze desiderosi di fare esperienze formative e professionali in altri paesi europei. Ecco perché ci sembra doveroso fare luce sulla questione “Diploma Supplement”, per vedere a che punto siamo qui in Italia nella diffusione di questo importante documento volto ad una più diffusa trasparenza nel riconoscimento dei titoli di istruzione superiore nella Comunità Europea. Qualche tempo fa ne scrivemmo per segnalare gli sforzi compiuti, proprio in questo senso, dall’università di Udine che, secondo un’indagine Almalaurea, era tra le poche istituzioni accademiche italiane impegnatesi nel consegnare ai suoi laureati, insieme alla pergamena di laurea, anche il Diploma Supplement in questione. Apprendiamo ora da Luisa Adani (Corriere della Sera, 12-1-2007), che a recepire il decreto ministeriale 509/99, in ottemperanza ad una normativa europea, sono ancora troppo poche le università italiane, tra le quali spiccano gli atenei di Bolzano e Padova, e la Cattolica e la Bocconi di Milano. Laureandi e laureati d’Italia, quindi, unitevi e reclamate a gran voce il vostro Diploma Supplement. L’Europa vi aspetta.

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