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1 febbraio 2007

La Sapienza promuove la filosofia dell’ Open Source

Un corso per studenti che hanno la curiosità e l’interesse ad utilizzare un sistema operativo libero sviluppato da volontari di tutto il m

Un corso per studenti che hanno la curiosità e l’interesse ad utilizzare un sistema operativo libero sviluppato da volontari di tutto il mondo. L’ idea è partita dal corso di Comunicazione mediata dal computer della facoltà di Scienze della comunicazione della Sapienza di Roma. Le lezioni del corso avranno l’obiettivo di fornire una panoramica del software Open Source e del sistema operativo GNU/Linux, permettendo agli studenti di svolgere le più comuni attività informatiche con l’utilizzo del software libero.
Il corso sarà strutturato in cinque lezione di due ore ciascuna, più una lezione di quattro ore, e presuppone la conoscenza dei fondamenti di base del computer e la padronanza dei comuni strumenti informatici. Le lezioni si terranno presso la scuola speciale degli Archivisti e Bibliotecari in Viale Regina Elena, 295, piano terra, aula 1.
Le iscrizioni al corso, che partirà il 5 febbraio prossimo, saranno limitate a 40. Le richieste dovranno pervenire ai seguenti indirizzi di posta elettronica: esma80@libero.it e pierluigicau@yahoo.it . Nel testo della e-mail dovranno essere presenti il nome, cognome, matricola e facoltà di appartenenza del richiedente.
“Un software libero è un software rilasciato con una licenza che permette a chiunque di utilizzarlo, studiarlo, modificarlo e ridistribuirlo; per le sue caratteristiche si contrappone al software proprietario”, così dice la definizione presente nell’enciclopedia aperta Wikipedia, che si basa appunto sulla stessa filosofia del software libero.
La parola “libero” non significa la possibilità di utilizzare il software in maniera indiscriminata. Il software libero è infatti soggetto a licenza d’uso, a differenza ad esempio del software di pubblico dominio, su cui cioè nessuna persona o organizzazione ha un interesse proprietario, come un diritto d’autore o brevetto.
Rispetto al software proprietario, come quello della Microsoft, la licenza d’uso del software libero permette non solo di eseguire il programma per qualsiasi scopo, ma anche e soprattutto di accedere alla struttura interna del programma, il codice sorgente, studiarlo e modificarlo, con la possibilità di ridistribuirlo poi in un numero di copie illimitato.

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