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21 febbraio 2007

Liuc: la radiofrequenza per vincere sul mercato

Nasce a Gallarate un Laboratorio che permetterà alle imprese di avere un punto di riferimento per far luce ed esplorare tutte le opportu

Nasce a Gallarate un Laboratorio che permetterà alle imprese di avere un punto di riferimento per far luce ed esplorare tutte le opportunità della modernissima tecnologia RFId (Radio Frequency Identification).
Grazie infatti al contributo della Camera di Commercio varesina, della Regione Lombardia – nell’ambito dell’Accordo di Programma per lo sviluppo e la competitività – e alla collaborazione dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, questa nuova struttura dell’Università Carlo Cattaneo-LIUC si pone quale importante strumento per il trasferimento tecnologico. I sistemi RFId costituiscono, infatti, una novità di grande rilievo per le imprese: un sistema capace di sostituire o integrare, lungo la filiera produttiva, il codice a barre, favorendo altresì la tracciabilità dei prodotti e la collaborazione tra i vari soggetti della stessa filiera produttiva.

Il Laboratorio sarà presentato alla stampa martedì 27 febbraio 2007, alle ore 15.30
presso il Teatro Condominio “Vittorio Gassman” – via Sironi, 5 – Gallarate.
Al termine della presentazione, sarà disponibile un servizio navetta per raggiungere la sede operativa del Laboratorio – via Dante, 5 – Gallarate.

Un aiuto alle Pmi
Dalla sua sede di via Dante 5 il Laboratorio gallaratese vuole quindi aiutare le piccole e medie imprese per l’implementazione della stessa tecnologia RFId nell’ambito della propria attività: gestione dei magazzini, delle manutenzioni nonché degli ordinativi.
Non mancano le possibili applicazioni a maggior impatto per i cittadini. Tra queste, di grande interesse appare la gestione dei bagagli all’interno degli aeroporti e, per quanto riguarda l’abbigliamento sportivo, la possibilità di monitorare le condizioni dell’atleta (frequenza cardiaca, temperatura corporea…) sulla base delle rilevazioni colte da un chip inserito nella maglietta. E ancora, nella sanità la tecnologia RFId può essere utilizzata per le cosiddette “cartelle cliniche intelligenti” e il controllo del percorso dei documenti.
Entrando nel dettaglio, l’attività del laboratorio – denominato “Lab#ID” – punterà al trasferimento tecnologico con diverse iniziative: dal supporto alle imprese per la realizzazione di uno studio di fattibilità tecnologica e organizzativa, ad attività di formazione volte a sviluppare competenze e formare persone capaci di operare consapevolmente nell’ancora giovane e poco assestato contesto dei sistemi RFId. Non mancano attività più tradizionali, come la possibilità di far “toccare con mano” la tecnologia, aprendo le porte a incontri con le imprese, o test sul campo svolti direttamente presso le sedi degli interessati. Di sicuro interesse anche la volontà di catalizzare partnership tra attori che operano sullo stesso territorio geografico o nello stesso settore e/o filiera, e che potrebbero arrivare a interagire in una supply chain estesa. In questa veste e grazie alla collaborazione con importanti operatori di settore, il laboratorio può costituire anche la sede ideale per permettere l’incontro tra i fabbisogni delle imprese e le soluzioni presenti sul mercato; la continua ricerca di nuovi sponsor è quindi finalizzata a garantire alle imprese una grande visibilità sulle soluzioni e sulle alternative disponibili sul mercato.
L’apertura verso la molteplicità di soluzioni è rispecchiata nell’ampia dotazione di apparati del laboratorio (tag, lettori, antenne) adatti ai molteplici contesti applicativi – formati, frequenze operative, potenze, ecc. -. Il laboratorio costituisce, dunque, non solo un punto di riferimento per i possibili utilizzatori di sistemi RFId, ma anche per i fornitori o i consulenti che possono presentare le proprie soluzioni e tecnologie direttamente a potenziali clienti. Il tutto secondo una logica rigorosamente super partes: è anzi proprio l’imparzialità del Lab#ID una componente qualificante del suo business model, in quanto laboratorio universitario.
Quale qualificato centro di competenze, il laboratorio costituisce il supporto ideale anche nel processo di validazione di una soluzione e nella definizione delle specifiche di un progetto RFId.
Non trascurabile, l’attività di disseminazione che prevede la realizzazione di pubblicazioni e report, nonché convegni per presentare i risultati degli studi delle ricerche condotti dal laboratorio.

L’Università Carlo Cattaneo – LIUC e i sistemi RFId
L’Università Carlo Cattaneo – LIUC ha già acquisito ampie competenze nel campo dei sistemi RFId, grazie alla partecipazione di vari suoi ricercatori, in collaborazione con la Camera di Commercio di Varese, al Progetto interregionale europeo REGINSrfid (http://regins.liuc.it), che ha avuto l’obiettivo di promuovere l’utilizzo di sistemi RFId nelle supply chain formate da PMI. A tal fine si sono sviluppate delle linee guida per preparare le istituzioni, i soggetti interessati e in particolar modo le PMI all’adozione di tali sistemi e si è proposta l’applicazione delle linee guida alla supply chain del principale distributore italiano di videogiochi e accessori per console e PC. L’esperienza maturata in questo contesto, il successo del Progetto, l’interesse dimostrato nei risultati ottenuti, la pubblicazione in diverse lingue delle linee guida e l’attività di ricerca svolta rendono dunque l’Università Cattaneo – LIUC soggetto altamente qualificato per il Progetto “Lab#ID”.

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