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20 febbraio 2007

Milano: due ministri all’università, dieci studenti ad ascoltarli

Un centinaio di persone tra professori, giornalisti e poliziotti. È stato questo il panorama desolante di fronte al quale si sono trovati il Ministro Un centinaio di persone tra professori, giornalisti e poliziotti. È stato questo il panorama desolante di fronte al quale si sono trovati il Ministro dell’Interno Giuliano Amato e il Ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa, intervenuti, ieri mattina, presso l’Università degli Studi di Milano, al convegno sulla riforma delle autorità indipendenti.
Infatti, per prevenire eventuali contestazioni da parte degli studenti, si era deciso di vietare la partecipazione diretta, confinando gli interessati “in un’aula a circuito chiuso”. Così si sono giustificati gli organizzatori del convegno, scusandosi con gli ospiti per “l’afflusso rallentato per ragioni di sicurezza” e, soprattutto per un’aula rimasta praticamente deserta. Prima di iniziare il suo intervento, il Ministro Amato ha commentato: “Mi turba, da professore, il fatto che per ragioni che spero siano state serenamente valutate, gli studenti siano identificati come una categoria pericolosa. Questo mi mette a disagio, mi dispiace che sia accaduto e cercherò di capire il perché”. Sulla stessa linea anche Padoa Schioppa che ha voluto precisare che qualsiasi studente avesse desiderato avere uno scambio di idee sarebbe stato un “graditissimo interlocutore”.
Dopo queste considerazioni il Rettore, prof. Enrico Decleva, ha deciso di rimuovere il blocco permettendo a tutti gli interessati di prendere parte al convegno. Comunque solo una decina di studenti ha deciso di entrare nell’aula magna.

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