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6 febbraio 2007

Policlinico Umberto I e Sapienza: col senno di poi

Riflettiamo ancora sulla questione Policlinico Umberto I e gravi casi di mancanza di igiene. Nel famigerato articolo del giornalista dell’Espres

Riflettiamo ancora sulla questione Policlinico Umberto I e gravi casi di mancanza di igiene. Nel famigerato articolo del giornalista dell’Espresso, Gatti metteva in luce gravi mancanze e inosservanze di norme igieniche da parte dei lavoratori addetti alla pulizia dell’ospedale più grande d’Europa. Sarebbe stato, dunque, il caso di mettere alla berlina questi pseudo lavoratori, che invece di pulire, sporcano ancora di più le già malsane condizioni di passaggi e sottopassaggi e non soltanto con i mozziconi di sigarette. Non si è fatta attendere la risposta del Rettore Renato Guarini, tramite nota sul sito www.uniroma1.it. La situazione è dovuta al menefreghismo di chi ha preso l’appalto e moltissimi, milioni di euro, per pulire, non curandosi di controllare affinché chi è addetto faccia il suo dovere. Da ciò si è capito che questo degrado non dipende dall’università “Sapienza”, né tanto meno centrano i medici o il personale paramedico, o i ricercatori. Ci si trova di fronte al solito problema di chi non vuole lavorare, perché la pulizia di feci di cane, di mozziconi di sigarette, di pavimenti viscidi mai lavati non interessa a nessuno di loro, ed è per questo che si dovrebbe iniziare a scegliere con più serietà le ditte appaltatrici. Non solo le ditte non intervengono sul proprio personale scansafatiche, ma nemmeno vengono controllate da chi il Policlinico lo gestisce ed ecco perché la condizione è andata sempre di più peggiorando. Nella nota del Rettore si legge che: “Le note vicende gestionali che hanno visto come protagonista negativa l’Azienda Policlinico e che, senza dubbio, hanno gettato un forte discredito sulla Sapienza, meritano un approfondimento quanto meno per chiarirne alcuni aspetti”, di seguito Guarini ha colto subito l’occasione per riportare tutto a ciò che era giusto dire: “L’Azienda Universitaria Policlinico è dotata di autonoma personalità giuridica e, pertanto, ogni attività di carattere gestionale non può che essere rimessa alla diretta competenza e responsabilità del Direttore Generale”. Guarini ha, giustamente, rivolto attenzione all’articolo di Gatti, affermando che riguardava prettamente “aspetti di mancato controllo delle pulizie di aree comuni, sul rispetto del divieto di fumo, sull’utilizzo di camici al di fuori della struttura ospedaliera, nonché sui mancati interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, risultano nella competenza e di un’organizzazione altra rispetto a quella universitaria”. Inutile dire che il giornalista dell’Espresso non doveva gridare alla malasanità, non è un caso di questo genere, e nemmeno a quella altra bufala del commercio di cornee estratte da cadaveri in quell’ospedale. Anche quella inchiesta, come la prima era fuorviante, non vera. Dimostrato scientificamente che gli occhi hanno un tessuto che richiede la massima cura soprattutto durante l’espianto, dunque, non può essere improvvisato. Ha fatto ulteriormente luce sulla vicenda il Prorettore della Sapienza all’Edilizia, Renato Palombo: “Non esiste l’ospedale tipo, né l’ideale. Esiste l’ospedale che offre cure efficaci ed efficienza gestionale”, dice l’architetto Roberto Palumbo, prorettore con delega all’edilizia dell’Università “La Sapienza” di Roma, (quella del Policlinico Umberto I)” infatti sarebbe un errore calare in una città o in un paese un unico modello di ospedale. Programmare e progettarne uno significa tener conto della cultura del posto e della sua storia, del territorio, delle condizioni ambientali, del bacino di utenza e dei suoi bisogni. Così come”, aggiunge lui che da oltre un trentennio si occupa di edilizia sanitaria, “bisogna tener conto delle malattie e di come cambiano nel tempo, dell’evoluzione tecnologica e assistenziale, dei soldi disponibili. Una cosa è la bontà delle cure e un’altra l’umanizzazione. I servizi devono funzionare davvero. L’umanizzazione passa per l’educazione e la responsabilità individuale di medici e paramedici”. Per chi volesse leggere la nota del Rettore si rimanda al sito della Sapienza: http://www.uniroma1.it/organizzazione/rettore/documenti/memoria.pdf

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