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11 febbraio 2007

Scoperto il gene che fa ingrassare

Prevedere la propria predisposizione ad ingrassare – quando si raggiunge, come si dice in gergo medico, un “elevato indice di massa corporea” – sa

Prevedere la propria predisposizione ad ingrassare – quando si raggiunge, come si dice in gergo medico, un “elevato indice di massa corporea” – sarà uno dei prossimi, tangibili obiettivi che la ricerca scientifica potrebbe realizzare. A studiare le dinamiche fisiologiche che portano all’obesità, non sempre per cattive abitudini alimentari, ma spesso a causa di disturbi genetici, sono stati due gruppi di ricerca “meridionali”. Ne fanno parte il professor Maurizio Bifulco della facoltà di Farmacia dell’Università di Salerno e Chiara Laezza dell’Istituto di Endocrinologia e Oncologia sperimentale (Ieos) del Consiglio Nazionale delle ricerche di Napoli, con la collaborazione di Maria Gabriella Caruso dell’Istituto di ricovero e cura “Saverio de Bellis” di Castellana Grotte, in provincia di Bari. E proprio la popolazione barese (con 210 soggetti sani) è stata protagonista di questa importante ricerca che, per quattordici anni, ne ha studiato le abitudini alimentari e fisiche, tenendo d’occhio eventuali aumenti di peso. Lo studio, pubblicato sulla rivista “International Nature Publishing Group”, ha scoperto il gene della predisposizione ad ingrassare, ossia il gene recettore degli endocannabinoidi (definito Cb1): solo così si potrà sapere se e di quanto ingrasseremo nel corso degli anni. «Una forma variante di questo gene, che non è presente in tutti gli individui, conserva nei soggetti il “normopeso”», ha spiegato al “Corriere del Mezzogiorno” Chiara Laezza, ma «La forma più comune, invece, predispone all’ingrassamento». E pensare che il gene in questione è coinvolto anche in altre malattie come patologie neuronali (depressione) e aterosclerosi (infiammazione cronica delle arterie). Come dire: due piccioni con una fava!

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