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6 febbraio 2007

Sindacati universitari in azione contro il numero chiuso: avvio ai ricorsi

Per quei pochi non ancora informati, le facoltà oggi a numero chiuso, a cui si accede solo superando specifici test d’ingresso, risultano esserPer quei pochi non ancora informati, le facoltà oggi a numero chiuso, a cui si accede solo superando specifici test d’ingresso, risultano essere un terzo di tutti i corsi di laurea. Grazie alla raggiunta autonomia da parte di ogni singola facoltà, ognuno di queste, così facendo, riesce ad evitare l’eventuale sovraffollamento delle frequenze nelle proprie aule.
Alcuni corsi universitari prevedono infatti un numero limitato e “programmato”, come prescrive la legge, di posti disponibili e per ottenerli, gli studenti devono effettuare test attitudinali sulla base della capacità e della preparazione culturale e al voto di maturità.
Vero è che queste prove per anni si sono svolte in maniera illecita o comunque sospetta; alcune facoltà, in mancanza di una regolamentazione, hanno introdotto il numero chiuso senza averne voce in capitolo, negando di conseguenza a tanti studenti il diritto di accesso.
La legge 264 del 1999 ha disciplinato e risolto in parte queste discriminazioni, specificando che solo alcuni corsi di laurea e di specializzazione fossero a numero programmato. Ma come spesso succede in Italia le leggi si fanno ma solo in parte si applicano e prestano il fianco in questo caso alle interpretazioni autonome dei singoli atenei.

L’Unione degli Universitari in questo senso, associazione presente in molte Facoltà d’Italia, sta accelerando la sua azione per ribadire il diritto costituzionale del libero accesso a tutti verso la formazione universitaria. Questo diritto purtroppo viene riconosciuto a pochi e viene sottratto ad un numero significativo di studenti. Contro i test di ammissione, che stanno diventando una consuetudine nell’accesso alla formazione universitaria, questa parte degli studenti, fuori dalle graduatorie anche per mancanza di risorse economiche, si stanno mobilitando contro il numero chiuso. Hanno la concreta possibilità di aderire ad una campagna di mobilitazione nazionale sostenendo dei ricorsi collettivi al fine di garantire il diritto e la libertà a tutti di accedere ad ogni livello e grado di formazione. Il numero chiuso e non solo, anche le tasse esorbitanti, le irrisorie borse di studio e pochi aiuti per l’ottenimento di un alloggio fanno sì che gli studenti universitari si perdono nel tempo e cresce lentamente la dispersione di futuri menti.

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