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11 febbraio 2007

Una Domus sotto Palazzo Valentini a Roma

Roma non smette mai di regalare sorprese. Dei suoi quasi tre millenni di storia, continue (e sembra inarrestabili) scoperte gettano ogni volta una nuoRoma non smette mai di regalare sorprese. Dei suoi quasi tre millenni di storia, continue (e sembra inarrestabili) scoperte gettano ogni volta una nuova luce sui suoi antichi misteri. E’ capitato che un gruppo di studiosi e archeologi, incuriosito dalla strana forma ‘a emiciclo’ riscontrabile nel pavimento dei sotterranei di Palazzo Valentini, abbia deciso di scavare, per verificare se si trattasse effettivamente di vecchi pozzi (così si credeva) o di qualcosa di più interessante. La significativa campagna di scavo iniziata nel giugno del 2005 ha dato i suoi primi frutti: il team di archeologi guidati dal professor Eugenio La Rocca (ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana alla Facoltà di Scienze Umanistiche della Sapienza) e coadiuvati da dirigenti e funzionari della Provincia, ha riportato alla luce resti di una sala appartenente alla domus di un ricco liberto del IV secolo d.C.. All’ambiente rettangolare della sala, il proprietario della casa volle far aggiungere due piccole absidi ai lati, riccamente decorate con marmi preziosi policromi. Viste dall’alto, la forma emiciclica delle due absidi può ingannare e per molti secoli a nessuno è venuto in mente di vedere se là sotto c’era qualcosa. Il cantiere archeologico, aperto al pubblico dallo scorso Natale, continuerà a restarlo fino al 29 luglio, prolungando di ben quattro mesi la prima scadenza che era stata fissata al 25 marzo. Le visite guidate ai reperti hanno riscosso un grande successo in termini di pubblico; la gente è letteralmente acorsa, incuriosita da questa nuova grande scoperta. Mentre il cantiere resterà aperto, gli archeologi proseguiranno il loro lavoro sulla sala appena rinvenuta, della quale sono stati scavati tre metri; si suppone che sia lunga almeno dieci. Dei bellissimi mosaici policromi presenti sulle pareti e sul pavimento sono stati rinvenuti alcuni rombi e alcuni quadrati; si spera di riportare alla luce delle intere porzioni di questi intarsi in opus sectile, materiale molto raro e prezioso. Per visitare il cantiere è obbligatorio prenotare al numero 0682059107.

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