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14 febbraio 2007

Università di Cassino: partono gli studi sull’inquinamento

Frosinone si scopre una delle città più inquinate d’Italia: il Comune corre ai ripari e si rivolge all’Università di Cassino

Frosinone si scopre una delle città più inquinate d’Italia: il Comune corre ai ripari e si rivolge all’Università di Cassino e al Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche) per delineare una strategia d’intervento. Il primo passo consiste nell’analizzare le cosiddette polveri sottili (o PM10), che, secondo una definizione del prof. Fara, direttore dell’Istituto d’Igiene dell’Università La Sapienza di Roma, consistono in “particelle solide o liquide di dimensioni abbastanza piccole da rimanere sospese nell’aria e venire quindi inalate attraverso il respiro. L’azione dannosa è a due livelli: irritante e cancerogena. Le polveri sottili possono, infatti, portare sostanze irritanti come il carbone o idrocarburi tossici che svolgono un’azione cancerogena”.
Per ridurre l’inquinamento atmosferico erano già stati attuati dei provvedimenti, come il blocco totale del traffico, ma l’attuale iniziativa del comune si rivela indispensabile perché, come osserva il prof Allegrini del Cnr “La soluzione definitiva nella lotta alle polveri sottili non è l’unica strategia per risolvere il problema. Molte volte si è riscontrato che, anche attuando blocchi totali, si ammettono dei palliativi ma non si risolve il problema alla radice. Soltanto andando a monitorare le sorgenti inquinanti si possono capire le ragioni e si può agire di conseguenza.” Uno studio approfondito ne rileverà la densità, proprietà e diffusione, attraverso due centraline che dal primo marzo, per dieci settimane, raccoglieranno dei campioni d’aria.

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