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28 marzo 2007

Almalaurea: sempre più difficile trovare lavoro

Neanche il più bravo dei laureati italiani, colui che prende un bel 110 e lode, può essere sicuro di trovare subito lavoro una volta terNeanche il più bravo dei laureati italiani, colui che prende un bel 110 e lode, può essere sicuro di trovare subito lavoro una volta terminati gli studi.

A rivelarlo è la ricerca sulla “condizione occupazionale dei laureati”, condotta dal Consorzio Almalaurea attraverso 90 mila interviste in 44 atenei italiani. I dati enunciati alla stampa sono piuttosto allarmanti: ad un anno dalla laurea, solo il 53,6 per cento dei laureati lavora; con un decremento dell’1,2 per cento rispetto allo stesso dato ottenuto nell’anno precedente. Dal punto di vista del tipo di contratto di lavoro, il 38,4 per cento dei laureati riesce ad ottenere un contratto a tempo indeterminato (l’8 per cento in meno rispetto a cinque anni fa). A far da contraltare, naturalmente, vi è l’aumento del lavoro atipico (dal 37 al 47 per cento). La ricerca si è occupata anche di analizzare le differenze, in termini di occupazione, tra i laureti con il vecchio ordinamento e quelli con la riforma del 3+2: dai i dati risultati che i “nuovi” laureati lavorano il 7 per cento in meno rispetto ai “vecchi”. Invertire la tendenza, nel breve termine, sarà davvero dura. Da più parti si richiedi la nascita di un anello di congiunzione tra il mondo del lavoro e quello dell’università. Un anello che riesca a frantumare quella barriera naturale che, ormai da anni, si infrappone tra il nostro sistema economico e le nostre università.

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