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28 marzo 2007

Catanzaro: eseguito intervento d’avanguardia di chirurgia maxillo-facciale

Il volto di un paziente gravemente compromesso per una neoformazione fronto-orbito-etmoidale è stato ricostruito, ridando allo stesso la s

Il volto di un paziente gravemente compromesso per una neoformazione fronto-orbito-etmoidale è stato ricostruito, ridando allo stesso la sua normale morfologia e funzione, grazie ad un intervento di alta chirurgia specialistica, realizzato nei giorni scorsi al Policlinico Universitario del Campus di Germaneto.

Si è trattato, infatti, di un delicatissimo intervento di asportazione radicale della neoformazione e di ricostruzione della fronte, della fossa cranica anteriore, dell’orbita e di riposizionamento spaziale dell’occhio sinistro, eseguito dall’equipe chirurgica dell’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Mater Domini, diretta dal professor Mario Giudice, che ha visto coinvolti in una visione di interdisciplinarietà più specialisti (chirurgo maxillo-facciale, neurochirurgo, anestesista).

La delicatezza e la rilevanza del caso riguarda proprio il fatto che l’intervento sia stato eseguito grazie all’integrazione di diverse specialità, considerata la particolarità della patologia che aveva deformato l’orbita e causato gravi problemi alla vista e all’occhio sinistro del paziente.

Per la ricostruzione della fronte, della fossa cranica anteriore e soprattutto dell’orbita è stato utilizzato invece un sistema innovativo di tecnica e di mezzi ricostruttivi dello scheletro cranio-facciale.

Tale sistema, messo a disposizione dell’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale da un’Azienda tedesca, leader mondiale del settore, consiste, infatti, nell’utilizzo di sistemi di fissazione, non più metallici, bensì di materiale a lento riassorbimento, che non interferiscono minimamente con lo sviluppo dello scheletro facciale del paziente, e che vengono solidarizzati mediante innovativi strumenti ad ultrasuoni; mezzi e strumenti questi estremamente utili nella età evolutiva.

“Un sistema di intervento quindi – ci tiene a precisare il professor Giudice – veloce e di grande impatto sociale per la riduzione del costo biologico per il paziente e dei costi sanitari, visto che non è più necessario eseguire un secondo intervento per la rimozione dei mezzi di osteo-sintesi. Per la riuscita dell’intervento – ha aggiunto il professor Giudice – è stato importante anche l’aver avuto nell’equipe un personale parasanitario di reparto e di sala operatorio altamente motivato, istruito e qualificato. Il mio ringraziamento – ha quindi concluso il professor Giudice- va per questo ai vertici della nostra Università, dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Mater Domini e della Fondazione “Tommaso Campanella”, per aver consentito la realizzare di questo intervento di alta chirurgia, a dimostrazione della volontà e della capacità dell’Ateneo e del Policlinico Universitario di fornire risposte concrete e di qualità ai bisogni di salute dei cittadini.”

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