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6 marzo 2007

Firenze: riproduzione senza fecondazione da parte del maschio

La partenogenesi, è la riproduzione tramite sviluppo di gameti femminili senza fecondazione da parte del maschio. Nei vertebrati che si riproduLa partenogenesi, è la riproduzione tramite sviluppo di gameti femminili senza fecondazione da parte del maschio. Nei vertebrati che si riproducono normalmente tramite fusione di gameti paterni e materni è rara e lo è ancor di più la capacità di passare da riproduzione sessuata a partenogenetica indipendentemente dalla presenza o meno del partner. Due femmine di varano di Komodo, mantenute in cattività allo zoo di Chester e allo zoo di Londra, si sono riprodotte per partenogenesi. Tale raro evento è stato descritto in uno studio, condotto da un gruppo internazionale di cui fa parte anche il dr. Claudio Ciofi, ricercatore presso il dipartimento di Biologia animale e genetica dell’Università di Firenze,. Lo studio è stato pubblicato sull’ultimo numero della rivista scientifica Nature con il titolo “Parthenogenesis in Komodo dragons”. Le analisi di parentela effettuate utilizzando marcatori genetici specie-specifici hanno mostrato come i genotipi dei piccoli nati di varano fossero identici a quello della madre. Mediante l’introduzione di un maschio è stata successivamente ripristinata la normale riproduzione sessuale, confermando così la partenogenesi facoltativa. Il varano di Komodo, è il più grande sauro vivente. E’ una specie rara, strettamente protetta dal governo indonesiano. Conta circa 4.000 individui e probabilmente meno di 1.000 femmine adulte. Un programma di protezione iniziato negli anni ’80 con la creazione del Parco Nazionale di Komodo insieme ad un programma di ricerca per la gestione della specie in natura, mantenuto tramite un accordo tra l’Università di Firenze e l’Istituto di Scienze Indonesiano, stanno cercando di salvare questa specie. Ha dichiarato Claudio Ciofi che i piccoli di varano nati per partenogenesi non sembrano mostrare alcun difetto fisico o fisiologico ed è auspicabile che possano contribuire efficacemente alle prossime generazioni, se non direttamente a futuri piani di reintroduzione per la salvaguardia di questa specie di rettili giganti.

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