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27 marzo 2007

Princeton University VS “Busyness”

Lo sviluppo delle tecnologie informatiche, che ci permettono facilmente di portare a casa il lavoro dall’ufficio, ha reso possibile far coincidere la Lo sviluppo delle tecnologie informatiche, che ci permettono facilmente di portare a casa il lavoro dall’ufficio, ha reso possibile far coincidere la propria vita professionale con quella privata. Risultato: meno tempo libero e più lavoro, o meglio, come direbbero gli americani, più “busyness”. Sì, avete capito bene: non business, ma “busyness”, neologismo derivato dall’aggettivo inglese “busy” (impegnato). E pensare che questa triste deriva sembra aver attecchito anche nelle università, se anche a Princeton, prestigioso ateneo made in Usa, un’associazione denominata “Aia” sta promuovendo un’iniziativa contro il virus contagioso del “busyness”. Forse anche voi ne sapete qualcosa, che tra seminari e lezioni (magari 12 ore su 24, e 6 giorni su 7), esami e lavoretti vari, cercate stoicamente di tirare a campare fino alla laurea. Tanto “domani è un altro giorno”!

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