• Google+
  • Commenta
3 marzo 2007

Sbloccato il concorso per la sovrintendenza ai beni artistici

Il quotidiano ‘Repubblica’, e con esso io, che ne sono una veterana lettrice, nei mesi scorsi ha seguito con attenzione una vicenda della quale, in
Il quotidiano ‘Repubblica’, e con esso io, che ne sono una veterana lettrice, nei mesi scorsi ha seguito con attenzione una vicenda della quale, in verità, si è poco parlato all’interno del mondo universitario e che, a mio giudizio, avrebbe meritato maggiore considerazione.
Nel settembre scorso accadde un fatto quantomai singolare, ennesimo sintomo di come il nostro paese sia sempre meno comprensibile: dopo decenni di stagnamento all’interno delle sovrintendenze ai beni culturali, con un personale invecchiato e apatico (situazione alla quale il precedente governo Berlusconi pensava di aver ovviato con un gran pappone di sovrintendeze e cariche mescolate, epurando un po’ qui e un po’ lì), finalmente era stato indetto un concorso per le cariche maggiori degli storici dell’arte. Il fine era quello di rimpinguare le scrivanie rimaste vuote con un personale più giovane, più preparato e motivato. Svoltesi le prove scritte, in attesa di quelle orali, un curioso telegramma del Ministero informa i partecipanti che le prove sono state rinviate sine die, poiché alcuni di quelli che non avevano superato gli scritti avevano fatto ricorso al Tar.
A loro si erano poi aggiunti quelli che neppure erano stati ammessi alla prova scritta, che contestavano le modalità stesse della prova, i tempi di correzione e soprattutto l’assenza di un criterio “di merito” che favorisse all’interno del concorso chi si presentava con un titolo più alto, in modo tale che i reggenti sarebbero stati notevolmente avvantaggiati rispetto agli altri funzionari. Obiezioni discutibili, anche se legittime. Ma con gli altri 47 che invece hanno superato la prova scritta, come la mettiamo? Vanno bene i ricorsi, ma perché prima non portare a termine il concorso e poi attenderne il giudizio? Queste 47 persone rischiavano di vedere vanificati i loro sforzi, con cui erano riusciti a superare una prova di per sé estremamente dura e selettiva e hanno deciso anch’essi di fare ricorso al Tar. E’ raro, ma a volte la giustizia italiana funziona: il Tar ha dato ragione ai “promossi” e lo scorso 26 febbraio ha fissato la data degli orali che, dunque, si svolgeranno secondo la regola. Una vittoria per gli storici dell’arte e una piccola speranza per chi, senza le spalle coperte, decidesse di intraprendere questa affascinante carriera.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy