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25 marzo 2007

Supercomputer a buon mercato grazie alle Play Station 3

La North Carolina State University batte tutti sul tempo. La Play Station 3, per la quale già si fa la fila nei megastore, non può e

La North Carolina State University batte tutti sul tempo. La Play Station 3, per la quale già si fa la fila nei megastore, non può essere usata soltanto come una semplice consolle da gioco. Con “qualche ritocchino”, infatti, il professor Frank Mueller, dell’Università della North Carolina, ha ideato e creato un cluster composto da otto Play Station 3, con una spesa “ridotta” di 5 mila dollari, ottenendo un piccolo supercomputer a buon mercato. Grazie alla grande potenza di calcolo, la consolle della Sony ha fatto da elemento base di un cluster Linux-based la cui potenza di calcolo e paragonabile a quella di un mini-supercomputer dipartimentale, che in realtà costerebbe centinaia di migliaia di dollari. Mueller ha anche calcolato che unendo insieme 10 mila PS3, per una spesa totale di circa 6 milioni di dollari, si otterrebbe qualcosa di simile al Blue Gene/L di IBM, il più potente supercomputer del mondo. Segue la scia l’Università di Stanford, che ha in progetto la costruzione di un supercomputer basato sulla PS3 utilizzabile dall’Ateneo per ricerche scientifiche e per la didattica.

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