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28 marzo 2007

Unimore: i restauri alla Ghirlandina e agli altri edifici storici modenesi

Un incontro promosso dall’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia propone al pubblico le attività di preservazione dell’ediliziUn incontro promosso dall’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia propone al pubblico le attività di preservazione dell’edilizia storica messe in atto dal Comune di Modena, attualmente impegnato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Ateneo emiliano nelle analisi che anticipano il prossimo restauro della Torre della Ghirlandina di Modena. L’appuntamento è per giovedì 29 marzo a Modena.

Un incontro per conoscere le azioni di restauro e le modalità di conservazione dei beni architettonici storici modenesi. Questo è l’intento del seminario che l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia organizza per giovedì 29 marzo, nell’ambito del Corso di laurea in Scienze dei Beni culturali, durante il quale l’architetto Rossella Cadignani, Capo Servizio dell’Edilizia Storica del Comune di Modena, proporrà un intervento dal titolo “Dal restauro alla reinvenzione: le attività del servizio edilizia storica del Comune di Modena”.

Rossella Cadignani presenterà l’attività dell’ufficio che si occupa della edilizia storica del comune modenese e parlerà dei passaggi e degli obiettivi necessari alla definizione di un progetto di recupero. Al centro saranno i progetti che riguardano il Palazzo del Comune, il Comparto San Paolo e la Ghirlandina.

Il seminario, previsto per giovedì 29 marzo alle ore 9 presso l’Aula M del Dipartimento di Scienze della Terra, (Largo S. Eufemia, 19) a Modena, si svolge infatti nell’ambito della Convenzione che lega l’Ateneo di Modena e Reggio Emilia, e in particolare il Dipartimento di Scienze della Terra con il Comune di Modena e sottoscritta proprio al fine di definire la caratterizzazione mineralogico-petrografica dei materiali da costruzione della Ghirlandina.

I ricercatori modenesi nei mesi scorsi e a seguito di alcuni distacchi di piccole porzioni sia dal Duomo che dalla Ghirlandina, hanno monitorato e fatto una vera e propria “diagnosi” alla Torre simbolo della città, mappandone interamente i circa 87 metri di lunghezza.

“Il lavoro principale e più impegnativo – ha dichiarato il prof. Stefano Lugli, responsabile del progetto – è stato quello di mappare con tecniche alpinistiche le circa 18.000 pietre del rivestimento della Ghirlandina che, come abbiamo rilevato, è formato da sei diversi tipi di materiali, sia pietre di recupero di epoca romana provenienti dall’Istria, dal Vicentino e dal Padovano che pietre appositamente acquistate nel Veronese. Le finalità della convenzione con il Comune di Modena hanno anche riguardato l’aspetto formativo per i nostri studenti, che grazie all’utile scambio di competenze tra l’Ateneo e il Comune possono fare diretta esperienza di tutti gli aspetti e le fasi di realizzazione di un progetto di restauro architettonico”.

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