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13 marzo 2007

Università di Firenze segue l’eruzione di Stromboli

Cinque ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra dell’ateneo fiorentino si trovano a Stromboli per seguire l’eruzione di Stromboli. Altr

Cinque ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra dell’ateneo fiorentino si trovano a Stromboli per seguire l’eruzione di Stromboli. Altri 20 studio a Firenze stanno seguendo a distanza l’evoluzione del fenomeno, elaborando e interpretando i dati nei laboratori della nuova sede di Arcetri del dipartimento. Le attività di monitoraggio che avvengono con un’articolata rete di sensori basati su tecnologie di ultima generazione per la misurazione di parametri geofisici e geologici, si concentrano in particolare sulla vasta depressione che interessa il fianco nord-occidentale del vulcano. Ogni trenta minuti viene emesso un bollettino di aggiornamento al Dipartimento della Protezione Civile. Si tratta di una rete di monitoraggio che rileva l’aspetto sismico, termico, acustico, che in tempo reale legge le anomalie nell’attività sismica del vulcano. Al largo delle coste di Stromboli sono state installate anche delle boe ondametriche che misurano l’altezza delle onde marine e permettono l’individuazione istantanea di onde anomale. Il sistema di misurazione per tenere sotto controllo le colate di lava e le frane che periodicamente si generano è basato sulla tecnologia dell’interferometria radar e permette di misurare in tempo reale le deformazioni dell’apparato vulcanico con precisione millimetrica. Questi dati vengono trasmessi al Centro Operativo Avanzato della Protezione Civile, situato a Stromboli, e sono necessari per la valutazione dei rischi per la popolazione. Stromboli è considerato uno dei più attivi vulcani del mondo ed è caratterizzato da persistente attività esplosiva, chiamata appunto “stromboliana”. Sia nel 1975 che nel 1985 ci sono stati picchi di attività accompagnati da flussi di lava. Secondo recenti rilievi la Sciara del Fuoco si estende al di sotto del livello del mare fino a una profondità di circa 1700 m.

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