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12 marzo 2007

Università Federico II. “Laurea doloris causa” a Carlo Verdone

“Hai preso le medicine Magda?!” Quante volte abbiamo sentito ripetere questa battuta al famoso personaggio di Verdone espertissimo in medicina, Fu

“Hai preso le medicine Magda?!” Quante volte abbiamo sentito ripetere questa battuta al famoso personaggio di Verdone espertissimo in medicina, Furio?
Ebbene finalmente per la sua competenza Furio-Carlo Verdone riceverà un particolare riconoscimento dall’Università Federico II di Napoli.
Venerdì 16 marzo, infatti, alle ore 11.30 il regista sarà ospite della Facoltà di Medicina e Chirurgia per ricevere quella che lui stesso ha definito “laurea doloris causa”, ovvero un riconoscimento per la sua passione nel campo della medicina. Una preparazione che ha coltivato da autodidatta sui “libri seri”, come ha precisato lui stesso, e che è nata dalla sua ormai famosa ipocondria che tante volte i suoi personaggi hanno raccontato attraverso i suoi film ( ricordiamo la pellicola: “Ma che colpa abbiamo noi”, 2002).

Carlo Verdone era già stato chiamato dall’Ateneo federiciano a inaugurare l’edizione 2007 di Porte Aperte, evento dedicato all’orientamento universitario, e intervistato nella sua casa romana dal professore Luciano De Menna, responsabile dell’evento, ha raccontato della sua esperienza da studente universitario.

Laureato nel 1974 in Lettere Moderne, il regista romano ha parlato di quel periodo come degli “anni più turbolenti della storia universitaria italiana” in cui tra scontri, occupazioni e lezioni sospese vi fu, però, un buon fermento di idee: “In quel periodo ci fu un approccio verso la sperimentazione, verso lo spettacolo teatrale, il cinema, verso le arti figurative e la scrittura molto interessante. Insomma un’epoca confusa ma che ha tirato fuori cervelli intelligenti”.
Durante l’intervista ha anche parlato degli studenti di oggi e dell’importanza di prendere una decisione consapevole nella scelta della carriera universitaria: “A un futuro studente universitario consiglierei di guardare il mondo dove va . Prestare attenzione alle opportunità offerte dal proprio paese ma anche dall’Europa, dall’America e dall’Australia” ma il consiglio più prezioso che un’artista come lui può dare è di seguire innanzitutto quello che ci si sente di fare: “Se mio padre mi avesse detto di studiare legge, per le maggiori opportunità di lavoro, avrei fatto un gran disastro, non sarei mai stato né un bravo avvocato né un bravo notaio”, ha confessato, concludendo poi con un appello: “Una preghiera al governo: diamo più possibilità ai giovani nel nostro Paese, più li teniamo qui più aumenta la possibilità che l’Italia ha di progredire”.

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