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13 marzo 2007

Venezia: Moda e fascismo, non solo nero

L’Istituto Universitario di Architettura di Venezia ospiterà a Treviso, sede del Corso di Laurea in Design della Moda, il seminario a cura di
L’Istituto Universitario di Architettura di Venezia ospiterà a Treviso, sede del Corso di Laurea in Design della Moda, il seminario a cura di Eugenia Paulicelli, “Moda e Fascismo: non solo nero”, libera traduzione del titolo del libro della stessa Paulicelli “Fashion under Fascism: beyond the Black Shirt”. Eugenia Paulicelli è attualmente insegnante di Letteratura italiana e comparata e Women’s Studies presso il Queens College e il Graduate Center della City University di New York, dove ha fondato e dirige il Fashion Studies Forum.
Nel tentativo di stare al passo con la modernità, il regime fascista dedicò molta attenzione alla moda, intesa come parte dell’industria culturale. Attraverso una capillare promozione che passava attraverso molteplici canali (cinema, radio, stampa), il fascismo si servì anche della moda per la creazione di una “fabbrica del consenso”. Questo portò a una ridefinizione dell’idea di modernità e dei suoi miti. Giovinezza, bellezza, corpo agile e atletico sono alcuni di tali miti e, come si sa, sono anche visibilmente connessi alla moda e alla sua potente macchina mediatica. Ripercorrendo gli anni chiave del fascismo, l’autrice spiega anche i motivi che hanno portato al successo e all’apoteosi della moda italiana “La moda durante il regime fascista ha giocato un ruolo fondamentale non solo nel progetto della creazione di un’immagine che il regime voleva gli italiani avessero di se stessi, ma anche nella creazione di un’immagine che l’Italia proiettava di se stessa all’estero”.

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