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14 giugno 2007

Basso, scalzo e vegetariano: questo era il vero gladiatore

Altro che l’aitante Russel Crowe, con i suoi occhioni blu, il sorriso smagliante, la statura possente e i calzari stretti intorno alle gambe fibrose eAltro che l’aitante Russel Crowe, con i suoi occhioni blu, il sorriso smagliante, la statura possente e i calzari stretti intorno alle gambe fibrose e sexy! Il gladiatore di un tempo, quello che davvero andava a morire per il sollazzo dei ricchi e il divertimento della plebe, era in realtà molto diverso.
Nel 1993 un gruppo di archeologi austriaci stava lavorando all’antica strada che porta al Tempio di Artemide ad Efeso, in Turchia: per caso scoprirono un cimitero di gladiatori, grande circa 20m² e poco lontano da uno stadio nel quale i guerrieri combattevano. Lì vennero ritrovate all’incirca duemila ossa e cinquemila frammenti, appartenuti a una settantina di persone.
Fabian Kanz e Karl Grossschmidt, due professori di anatomia patologica della Medizinischen Universität di Vienna, cominciarono ad analizzare i reperti con indagini simili a quelle usate dalla polizia sui corpi ritrovati molto tempo dopo l’assassinio: i risultati di questi studi sono stati recentemente pubblicati su ‘Forensic Science International’.
I due studiosi sono riusciti a ricostruire non solo come avvenivano gli incontri fra gladiatori, ma anche alcune abitudini di vita di questi uomini: anzitutto, dall’analisi delle ossa, è risultata una densità elevata, simile a quella dello scheltro dei moderni atleti. L’elevata densità presente anche nelle ossa dei piedi, lascia supporre che i gladiatori combattessero a piedi nudi e non con i sandali, secondo la moderna iconografia. Gli atleti seppelliti nel cimitero turco avevano un’età compresa fra i 20 e i 30 anni, eccetto un uomo sulla cinquantina, probabilmente un istruttore, ed erano alti mediamente 1 metro e 68 centimetri. Dall’analisi dei reperti ossei, si evince un’alimentazione basata, più che sulla carne, su frutta e verdura: l’alto contenuto di stronzio nelle ossa (doppia rispetto a quella contenuta nelle ossa delle persone che vivevano nella vicina Efeso) suggerisce una dieta vegetariana, ricca soprattutto di orzo. Tale dieta conferiva un’estrema robustezza ai corpi dei gladiatori e anche un adeguato strato adiposo, in ogni caso utile perché proteggeva gli organi interni dai colpi di spada, ma rendeva la dentatura assai debole e facile a marcirsi.
Alcune ossa rivelano delle operazioni di chirurgia ortopedica molto ben fatte, sintomo dell’estrema cura che ricevevano i gladiatori, funzionale agli interessi economici dei loro padroni. La maggior parte di loro si suppone sia deceduta in seguito a ferite riportate al cranio: l’elmo fungeva si da protezione, ma veniva ripetutamente colpito durante i combattimenti, a volte con una violenza tale da essere perforato. Alcuni crani mostrano ferite da gladio, la spada usata più comunemente negli incontri, ma anche da tridenti e lance. Anche l’armatura, per quanto potesse proteggere, a volte nulla poteva contro l’impeto di un colpo di spada ben assestato, che squarciava il ferro come carta, regalando al pubblico famelico lo spettacolo per cui pagava: sangue e arena.

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