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9 giugno 2007

Boicottaggio britannico contro gli atenei d’Israele

Le vie apparentemente infinite del conflitto israelo-palestinese passano anche per il mondo universitario. E “boicottaggio” sembra essere la parola d’Le vie apparentemente infinite del conflitto israelo-palestinese passano anche per il mondo universitario. E “boicottaggio” sembra essere la parola d’ordine, se è vero che la Ucu (University and College Union), nata dalla fusione dei sindacati più influenti tra la comunità accademica britannica, ha deciso di boicottare (appunto) gli atenei israeliani, considerati complici silenziosi dell’occupazione ai danni della popolazione palestinese. Risultato: se la mozione presentata al congresso della Ucu venisse poi approvata, potrebbero risentirne tutti gli scambi accademici tra Gran Bretagna e Israele. Si vedrà. E pensare però che in questi giorni una lettera inviata al ministro della Difesa israeliano, Amir Peretz, firmata tra l’altro dai rettori di quattro delle università oggetto del boicottaggio britannico, ha chiesto a gran voce proprio la tutela del diritto allo studio per i giovani palestinesi residenti nella martoriata striscia di Gaza. Qualcuno farà un passo indietro?

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