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7 giugno 2007

Federico II, Beppe Grillo intervistato a Radio F2

Dai problemi ambientali (smaltimento dei rifiuti, ecc.) alla disinformazione, passando per il diritto alla conoscenza. Questi sono i punti toccati

Dai problemi ambientali (smaltimento dei rifiuti, ecc.) alla disinformazione, passando per il diritto alla conoscenza. Questi sono i punti toccati da Beppe Grillo durante un’intervista ai microfoni di Radio F2, emittente radiofonica dell’Università Federico II di Napoli. Il noto comico genovano, che era a Napoli per il suo nuovo spettacolo “Reset”, svoltosi all’Arena Flegrea il 4 e il 5 giungo, non è certo la prima volta che tratta questi argomenti, al contrario lo fa tutti i giorni sul suo blog (www.beppegrillo.it) che è divenuto dimora fissa di migliaia e migliaia di internauti, italiani e stranieri. Il blog, grazie al numero di accessi giornalieri, ha raggiunto notevoli risultati, conquistando le prime posizioni nelle classifiche internazionali. Tutto questo a dimostrazione del grande interesse mostrato dai cittadini, per i problemi esposti ed il modo in cui vengono affrontati dal “Grillo nazionale”. L’arduo compito di intervistare il comico genovano è stato affidato ai giovani speaker, Anna e Marco, che ogni giorno trasmettono dalla Facoltà di Sociologia, dalle 15 alle 17. Il comico, tra le varie cose, ha voluto soprattutto precisare che “soltanto con la partecipazione dal basso (riferendosi ovviamente ai cittadini, ndr) è possibile smuovere e migliorare quello che non và”. Ed ha perfettamente ragione. Come dargli torto? Ma l’audace Grillo non si sbilancia su una sua ipotetica discesa in politica, anche se le circostanze e i vari impegni in agenda, spesso, lo contraddicono. Come ad esempio quello del 14 giugno a Milano, dove incontrerà Al Gore, ex vicepresidente degli Stati Uniti sotto la presidenza di Bill Clinton, per parlare dei cambiamenti climatici. Il blogger chiude il suo intervento a Radio F2 con un saluto a Massimo Troisi, l’indimenticabile attore comico partenopeo scomparso circa tredici anni fa, e ne ricorda soprattutto i silenzi “spesso più incisivi di tante parole”.

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