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17 giugno 2007

I.R.I.I.P.: il luogo della memoria

Metti una vasta pianura, ad esempio i campi sconfinati della Daunia. Mettici una cultura che affonda le proprie radici in tempi remotiss

Metti una vasta pianura, ad esempio i campi sconfinati della Daunia. Mettici una cultura che affonda le proprie radici in tempi remotissimi, ad esempio l’allevamento del cavallo in Capitanata. Metti anche un quadrupede rustico nato appositamente per abitare in questi posti, quale è certamente il Murgese. E il gioco è fatto. Esiste una combinazione di ingredienti migliore che possa trasformare un luogo in un giardino delle delizie?
I cittadini accorsi al convegno per la salvaguardia dell’I.R.I.I.P. (Istituto Regionale di Incremento Ippico Pugliese), già ex Regio Deposito Cavalli Stalloni, tenutosi mercoledì 13 giugno 2007, alle ore 18, presso la Biblioteca Provinciale di Foggia, hanno fatto sentire la propria voce ed il proprio disaccordo con le decisioni “politiche”, che vedrebbero la Facoltà di Economia al posto dei cavalli e che fuorviano dal volere degli elettori.
Il Comitato pro-I.R.I.I.P., organizzatore di questo incontro, ha concentrato in un’unica serata la politica, i foggiani, gli studenti, i docenti e gli “addetti ai lavori” del mondo equestre. Il coordinatore è stato Costantino Mastrogiacomo, Presidente settore equini dell’A.P.A. di Foggia, che ha evidenziato che i “Cavalli Stalloni” è un istituto valido a tutti gli effetti e che non ha mai finito di operare. Un efficace intervento è stato quello di Vittorio Panniello, Consigliere Comunale e capogruppo della Margherita, sottolineando il fatto che a Foggia tutto se n’è andato e se ne sta andando via (e non per volontà propria): la scuola di Polizia, l’Istituto Foraggero, l’Ovile Nazionale, l’aeroporto di Borgo Mezzanone, il Distretto Militare, il Poligrafico, la Banca d’Italia. E si vorrebbe togliere un’altra parte di storia locale, l’I.R.I.I.P. appunto.
I comuni di Taranto e Martina Franca, intanto, sollecitano la Regione per avere l’Istituto del Piacentini nel novero dei propri beni. Un’emorragia continua, insomma, che gli abitanti di Foggia devono provvedere a fermare.
“La Toscana, da sempre, ha protetto la razza Maremmana”, ha proferito il Consigliere capogruppo del PRC alla Regione Puglia, Arcangelo Sannicandro, nel suo attivo intervento, “Noi, invece?”. La sua sensibilità, nei confronti del nostro territorio, gli ha permesso di confezionare un discorso chiaro sul tema del convegno, ricevendo i plausi dell’Auditorium.
Pino Lonigro, Consigliere capogruppo SDI alla Regione Puglia, ha chiarito che il Rettore dell’Università di Foggia “non risolverebbe l’emergenza spazi dell’Ateneo occupandone altri destinati da sempre ai cavalli” perchè, “per far fronte alle tante iscrizioni, in futuro si vorranno occupare, ancora, altri piccoli spazi”, tanti piccoli “luoghi del cuore” per i foggiani. Dunque, è il Rettore che, facendo le veci della struttura per la quale lavora, che deve scegliere il meglio per i propri iscritti e non certo cambiare la destinazione d’uso di stalle, maneggi e centri di fecondazione e mascalcia.
Da annoverare, tra gli interventi della serata, quello di Anna Maria Novelli, Preside dell’Istituto Tecnico Industriale “Saverio Altamura” di Foggia. Con il suo contributo tecnico-oggettivo ha chiarito che “oggi, più che nel ’96 (anno in cui si deliberò per il trasferimento dell’I.R.I.I.P. a Castelluccio dei Sauri), si sente il bisogno di rilanciare l’attività zootecnica locale portando, magari, ad una zootecnia ecocompatibile. L’IRIIP”, come gli altri esistenti in Italia, “ha anche il compito di formare profili professionali, sia sotto l’aspetto ippico che zootecnico. Ed oggi, queste argomentazioni sono più forti che allora”. “È un comportamento illogico”, continua la professoressa, “perseverare in un dispendio di risorse (euro) per ristrutturare immobili per l’università e non tenere conto neanche delle parti storiche che si va ad intaccare”.
“Essere pro-I.R.I.I.P. non significa essere contro l’Università”, ha aggiunto Angelo Napolitano, allevatore ed imprenditore foggiano, “Cosa impedisce a Foggia di avere tutte e due queste istituzioni? Se c’è una cosa che a questa città non manca è lo spazio. Perché, allora, accanirci a concentrare tutto nel centro cittadino? Uffici diversi, parcheggi nei silos, ecc.”.
Il numero di testimonianze portate in questo incontro, intelligenti e variegate, ha superato quello di ogni altro organizzato su questa annosa questione. Circa duecento sono state le firme raccolte dal Comitato cittadino per la Petizione Popolare, che si vanno a sommare alle altre novemila già presenti, per dire ai politici che la gente vuole che i cavalli rimangano nell’attuale sede di Via Caggese.
Roberto Benvenuto, ex Dirigente Regionale dell’I.R.I.I.P. di Foggia ha regalato ai presenti un accorato discorso carico di sentimento. Ha fatto chiarezza su alcuni meccanismi che i “burattinai del potere” conoscono bene ed ha raccontato della volontà e dell’impegno che ha investito, nel periodo del suo incarico, per evitare che i “Cavalli Stalloni” arrivassero a questo punto.
Ma se né gli studenti universitari, né le associazioni studentesche, né i cittadini, né l’imprenditoria locale, né i medici ed ippoterapeuti foggiani, tutti presenti in sala, hanno testimoniato che vogliono che si compia uno scempio di questa portata, allora chi realmente lo vuole?
Michele Gentile, “semplice cittadino foggiano” così come si è autodefinito, ci ha proposto la cura per questa malattia: “Tutto deve passare attraverso la Cultura, non attraverso la Politica. Perché se a Foggia avessimo avuto il “Palazzo Vecchio” di Firenze, di questo passo, l’avremmo già abbattuto perché vecchio”.
Una spiegazione logica del perché il sistema del nostro territorio è talmente sballato, la possono palesemente avere tutte quelle persone presenti nella Sala Consiliare del Comune di Foggia, venerdì 15 giugno 2007, durante la seduta monotematica sull’I.R.I.I.P. Una giornata difficile da dimenticare per i cittadini ed una pagina bianca su cui evitare, tristemente, di fare cronaca. Poltrone vuote, parole inconcludenti, il malcontento della gente. Una chiara illustrazione di alcuni dei motivi per cui Foggia è al “quart’ultimo” posto in Italia in fatto di vivibilità.
Un luogo vecchio di storia, senza più il ricordo della sua storia, è come una persona anziana che non ricorda più la sua vita.

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