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17 luglio 2007

E ora che si fa? La scelta dell’università in Italia

Gli esami di maturità sono finiti: quasi 500mila potenziali nuove matricole si affacciano alla soglia delle nostre università. Chi timidGli esami di maturità sono finiti: quasi 500mila potenziali nuove matricole si affacciano alla soglia delle nostre università. Chi timidamente, chi con le idee già chiare, chi curiosando.
Che l’università italiana non stia attraversando un momento di splendore, è inutile sottolinearlo. Siamo tutti, nostro malgrado, coscienti delle difficoltà logistiche e finanziarie in cui versano i nostri atenei, per non parlare delle carenze dal punto di vista organizzativo, gli innumerevoli episodi di nepotismo coi quali ci scontriamo ogni giorno. Con la Finanziaria 2007 è stata creata l’Agenzia di valutazione nazionale dell’Università, con precisi “compiti di valutazione esterna della qualità delle attività delle università e degli enti di ricerca pubblici e privati destinatari di finanziamenti pubblici”. In altre parole, la valutazione dell’ente universitario da parte della suddetta Agenzia sarà una discriminante nella scelta della destinazione dei finanziamenti: se non sai amministrare il denaro che ti do, taglio. Agli atenei più meritevoli, gli aiuti più sostanziosi.
Nel frattempo esce in edicola, dopo otto anni, la Grande Guida all’Università, realizzata in collaborazione col Censis e della quale sono apparsi stralci su diversi quotidiani nei giorni scorsi.
L’iniziativa è encomiabile: ho provato sulla mia pelle cosa significa iscriversi senza avere la più pallida idea di ciò a cui si va incontro. Fortunatamente i neo-diplomati di oggi arrivano alla fatidica scelta con un background di informazioni più vasto, più dettagliato che, se non sempre chiarisce i dubbi, almeno permette di non andare completamente alla cieca.

In particolare, il nostro discorso verterà su cinque facoltà, tra le più importanti e frequentate in Italia, di cui individueremo quali sono i migliori atenei e perché, sulla base delle indicazioni contenute nella Grande Guida.

I giuristi di domani scelgano per la loro formazione l’Università di Trento: 500 i posti a disposizione, ma vale la pena tentare. Quella di Trento è un’offerta didattica davvero rivoluzionaria per gli studenti di diritto: si studia diritto cinese, africano, diritto della proprietà intellettuale, si impara a scrivere in modo giuridicamente corretto prima di affrontare i concorsi pubblici, udienze e processi vengono simulati per inserire i giovani nella pratica forense e notarile. Nella facoltà di Giurisprudenza di Trento tengono lezioni ogni anno professori provenienti dalle università straniere più prestigiose, la prospettiva europea e transnazionale non viene mai persa di vista.

Trento è dunque al primo posto nello studio del diritto seguita dalla ottocentenaria Bologna e dalla giovane facoltà di Roma Tre, nata appena dodici anni fa.

Resti a ridosso dell’arco alpino anche chi vuole studiare lingue: è Udine il miglior ateneo per questa facoltà, seguito da Genova e da Salerno. A Udine, come sottolinea anche il preside della facoltà Vincenzo Orioles, le parole d’ordine sono internazionalizzazione e plurilinguismo:
“sprovincializzare l’Italia per cambiare la pelle al giovane studente che è ancora poco europeo”. Dal 1993 l’Università di Udine ospita il Centro Internazionale sul Plurilinguismo, all’avanguardia nella ricerca in questo genere di studi. Innumerevoli le opportunità di borse di studio all’estero; da tre anni ne esiste anche una presso l’Università Nazionale della Patagonia, in Argentina, in onore di Egidio Feruglio, geologo udinese dei primi del ‘900 che studiò approfonditamente questa regione.
Per lettere, torniamo nuovamente a Trento. Qualità, strutture, internazionalizzazione, ma soprattutto attenzione allo studente, motore immobile di un sistema universitario che gli ruota attorno. Specializzazione e formazione mirata, ma anche interdisciplinarietà con un’attenzione particolare alle nuove tecnologie (due esami di informatica obbligatori), alle lingue straniere, all’affinamento della lingua italiana tramite un corso di italiano scritto.

I servizi per lo studente sono molteplici ed efficienti: basti pensare che la biblioteca della facoltà, fornitissima e dotata di tecnologie d’avanguardia, resta aperta fino alle 23:30. Il programma di doppia laurea con l’Università di Dresda permette di seguire le lezioni sia a Trento che nella città tedesca conseguendo un titolo di studio valido in entrambi i Paesi, Italia e Germania.

Nella classifica generale, a Trento seguono l’Università di Modena-Reggio Emilia e quella di Siena.
Per le facoltà ‘scientifiche’, quella del Politecnico di Milano è la migliore tra le facoltà di Ingegneria, seguita ancora una volta da Trento e dal Politecnico di Torino.

A Milano ricerca concreta, invenzioni di ogni tipo brevettate a livello internazionale: 150 solo negli ultimi sei anni, con studenti e docenti che lavorano ed inventano insieme. Ma anche qui internazionalizzazione, apertura verso il mondo: emblematico, ad esempio, il progetto Poli-Tong di una laurea congiunta con la Cina, così come il progetto “Formare ingegneri stranieri in Italia”, che mette a disposizione 100 borse di studio per stranieri, o i programmi di studio all’estero con più di 300 università partner, europee ed extraeuropee.

E’ Ferrara invece la regina dell’architettura: è in questa università che si formano gli architetti di domani ai quali si offre un unico corso di laurea di cinque anni a numero chiuso per un totale di 135 studenti. Una facoltà ‘moderna’, nel senso di attenta a temi attualissimi come il risparmio energetico e l’utilizzo massiccio delle energie alternative nella progettazione degli edifici, interdisciplinarietà e, soprattutto, laboratori: ben nove in cinque anni, otto ore al giorno in cui gli studenti vengono seguiti da tre diversi docenti, di tre diverse discipline. Dopo Ferrara, sono il Politecnico di Milano e la facoltà di Roma Tre le più quotate per architettura.

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