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31 luglio 2007

Federico II, problemi di sconto “internazionale”

Sempre di più il termine “internazionale” diviene sinonimo di qualità. Internazionale significa aspirare al meglio, a standard elevati, Sempre di più il termine “internazionale” diviene sinonimo di qualità. Internazionale significa aspirare al meglio, a standard elevati, a livelli di eccellenza riconosciuti anche al di fuori della città, della regione, dello stato. Internazionalizzazione è una qualità che si ricerca in tutti i modi, provando ad esaltare i propri pregi, spesso, purtroppo, anche tramite vaghe vanterie dietro cui si cela il vuoto.
In particolare le università del nuovo millennio aspirano a questo carattere con grande fervore. E certo questo è un bene. La possibilità di distinguersi anche altrove legando la propria immagine ad un certo grado di apertura fa gola a molti, e non solo per il suo aspetto morale: il lato economico ha la sua importanza sotto forma di una certa attenzione per i fondi.
In effetti da tempo l’Università degli Studi di Napoli Federico II per quanto riguarda la voce “internazionalizzazione” mostra un impegno crescente. Circa due anni fa nacque l’International Student House, praticamente un centro di accoglienza e informazione per studenti Erasmus e stranieri in genere, e proprio da poco il sito dell’Ateneo ( www.unina.it) ha una sua versione “international”. Insomma, l’università in genere cerca di modernizzarsi.
Eppure…eppure ci sono ancora diversi punti su cui si potrebbe lavorare. Alcune carenze risultano anche piuttosto evidenti. Una, e di una certa rilevanza, riguarda la carta studenti. Ogni università dà ai suoi studenti una carta, un tesserino, un documento, insomma, che possa fungere da prova dell’iscrizione. Così, ad esempio, si possono ottenere utili sconti in musei o in altri luoghi convenzionati. Il peccato è che la carta non sempre vada bene all’estero. E qui l’internazionalità si perde del tutto. La Federico II, prima università del sud Italia, dota i suoi studenti di un tesserino magnetico ( appunto, la carta studenti), che, però, all’estero ha ben poca utilità. La carta, infatti, non riporta informazioni sufficienti sullo studente: non c’è, per esempio, alcuna traccia dell’anno di iscrizione. E così può capitare di recarsi in musei e mostre all’estero, e sentirsi dire che non si può ricevere lo sconto studenti, perché la carta non basta a provare la propria qualifica di “studente”. Servirebbe la ISIC ( international student identity card), una carta che si può ottenere piuttosto facilmente, ma a pagamento.
Prima di diventare veramente “internazionali” si deve percorrere ancora una lunga strada. Una strada che passa attraverso la risoluzione di problemi che, per quanto banali, andrebbero affrontati con serietà. Quello della carta rientra di certo tra questi, anche perché riguarda un’aspetto molto caro ad ogni studente: quello economico!

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