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31 luglio 2007

La nuova spia viaggia in rete

Bravate universitarie: se una volta bisognava guardarsi da amici poco inclini a mantenere i segreti, ora l’incubo degli studenti si chiama internet.
Bravate universitarie: se una volta bisognava guardarsi da amici poco inclini a mantenere i segreti, ora l’incubo degli studenti si chiama internet. Goliardie e momenti della vita universitaria vengono messe in rete: risultato? Non sono solo gli amici a scaricare i filmati ma anche le autorità accademiche.
E’ successo ad Oxford. E’ bastato entrare in Facebook, uno dei siti più frequentati dagli studenti, dove i ragazzi si raccontano tutto ciò che accade nel campus, perché l’amministrazione universitaria “scaricasse” le prove di diversi comportamenti riprovevoli.
Ogni fine semestre infatti, gli studenti britannici si abbandonano a feste e scherzi. Divertimenti che costano alla collettività fino a 20 mila sterline. Di qui la decisione di andare a sbirciare in Facebook per punire i responsabili degli scherzi.
Le tattiche utilizzate per fermare i “colpevoli” non sono piaciute agli studenti che hanno denunciato l’amministrazione studentesca per violazione della privacy e chiesto a Facebook di bloccare le intrusioni di utenti indesiderati. Un problema serio soprattutto nel campus inglese dove la rete viene usata come strumento di ricatto nei confronti degli studenti, ripresi in atteggiamenti intimi o sconvenienti e messi in rete.

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