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18 luglio 2007

Unibo: due mostre nel chiostro di Santo Stefano

Le società contemporanee si muovono e si evolvendo i meccanismi e le regole della riproduzione a cui eravamo abituati, plasmando così faLe società contemporanee si muovono e si evolvendo i meccanismi e le regole della riproduzione a cui eravamo abituati, plasmando così facendo, secondo delle dinamiche post moderne, il territorio che ci circonda.
In questo modo muoversi tra le logiche del mondo, tra globalizzazione e localizzazione degli spazi e dei luoghi, diventa difficile. Questa forte instabilità è la categoria che più appartiene alla relazione identitaria in cui dobbiamo orizzontarci ogni giorno. Una logica sottostante a questa apparente incertezza sulle nuove dimensioni di vita comunque c’è: l’hanno ricercata gli allievi, i collaboratori, i dottorandi e i docenti del Corso di Laurea in Scienze Geografiche dell’Università di Bologna.
La professoressa Paola Bonora, ci spiega che i “risultati” dei loro percorsi di studio e ricerca, inducono così a riflettere su fenomeni quali la globalizzazione, il problema dell’acqua e dei petroli. Ovviamente queste risposte, sono state raggiunte anche grazie all’uso di diversi strumenti ma soprattutto grazie allo “spirito” dei moderni geografi; questo perché c’è la voglia da parte di coloro che hanno partecipato con entusiasmo al progetto, di conoscere e di trasformare il mondo.
La mostra sulla storia dell’Orto Botanico però continua nella suggestiva cornice di Santo Stefano; ovviamente “non tutta la storia” ma solamente gli ultimi duecento anni, spiega la professoressa Anna Letizia Zannotti.

Preziosi documenti, alcuni anche inediti raccontano attraverso i progetti, le planimetrie e i volti dei personaggi le vicende di questa grande area verde in pieno centro cittadino; area – precisa ancora la Zannotti – che dai progetti ottocenteschi di Giovanni Battista Martinetti si voleva tesa a coniugare arte e scienza.

Sarà affidato a Padre Ildefonso, il compito di spiegare il senso dell’iniziativa che chiama a collaborare Comune, Università e Monaci benedettini olivetani. “Vogliamo far tornare le abbazie un luogo d’incontro e di ascolto com’erano una volta” spiega il Padre, aggiungendo, “per agire così per la gente ma soprattutto con la gente”.

Insomma un occasione per cambiare un pezzo di mondo. Per coloro i quali fossero interessati a partecipare a queste mostre, potranno recarvisi ogni giorno nei seguenti orari: 9.00-12.00 e 15.30-18:30. Le mostre resteranno aperte dal giorno 13 luglio al 24 settembre.

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