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4 settembre 2007

“Boom cinese” negli atenei d’Occidente. Meno in Italia

A quanto pare non saranno solo i prodotti a basso prezzo cinesi ad invadere i nostri mercati, ma ben presto anche migliaia di giovani studenti dagli
A quanto pare non saranno solo i prodotti a basso prezzo cinesi ad invadere i nostri mercati, ma ben presto anche migliaia di giovani studenti dagli occhi a mandorla, decisi ad intraprendere i propri studi accademici qui da noi, saranno pronti ad iscriversi nelle nostre università. Basti pensare che, fino ad ora, il numero di cinesi immatricolati negli atenei occidentali sono oltre 400 mila, soprattutto negli Stati Uniti. Anche per questo gli Usa hanno deciso di spendere un milione di dollari solo per confezionare videoclip di presentazione dei propri campus da trasmettere sulle tv cinesi ed indiane. Qui in Italia, invece, sebbene dal 2004 sia partito il progetto “Marco Polo” per favorire maggiori scambi culturali tra Italia e Cina, il “boom cinese” non si è ancora visto. A febbraio 2006, infatti, secondo i dati inviati alla Crui dalle 32 università che hanno ospitato ragazzi cinesi nell’anno accademico 2005-2006, gli immatricolati effettivi sono stati solo 424, per lo più a economia e a ingegneria.

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