• Google+
  • Commenta
25 settembre 2007

Come selezionare le matricole?

Test di ammissione sì, test di ammissione no: questo è il problema. Ma qual è la soluzione? Difficile a dirsi, soprattutto ora chTest di ammissione sì, test di ammissione no: questo è il problema. Ma qual è la soluzione? Difficile a dirsi, soprattutto ora che le sempre più frequenti frodi relative alle prove di ammissione agli atenei (vedi medicina, per esempio) stanno alzando polveroni di polemiche. E così, forti delle proteste di tante aspiranti matricole, i fautori dell’abolizione dell’odiato numero chiuso hanno gioco facile nel rivendicare un effettivo diritto allo studio per tutti, senza sbarramenti di sorta. Ma davvero l’accesso libero risolverebbe tutti i problemi in questione? Ne dubita Luigi Covatta, che dalle colonne del Corriere della Sera (21-9-2007) avanza un’interessante proposta. Perché – si chiede Covatta – non si permette agli “stessi docenti universitari” di “selezionare i loro studenti, esaminandoli non solo in uscita, ma anche in entrata”? Basterebbe – prosegue Covatta – organizzare “un breve corso di orientamento che potrebbe essere collocato o nell’ultimo anno della scuola secondaria superiore o, meglio, nel primo semestre dell’anno accademico”. E al termine di questo corso, poi, far sostenere alle future matricole un esame di sbarramento. Quale miglior sistema – scrive Covatta – per “difendere un istituto, quello del numero chiuso, che altrimenti gli scandali di queste settimane cancelleranno definitivamente”? Un istituto che “merita di essere difeso” – secondo Covatta – “proprio per garantire quel diritto allo studio (…) che la Costituzione riconosce «ai capaci e meritevoli, privi di mezzi»”, “visto che i dotati di mezzi possono provvedere alla propria formazione prescindendo dall’offerta pubblica”. Il dibattito, come si dice, resta aperto.

Google+
© Riproduzione Riservata