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20 settembre 2007

Verona: Gli antidepressivi nella depressione: davvero efficaci e ben tollerati?

Venerdì 21 settembre 2007 dalle 8.30 si terrà al Policlinico GB Rossi la seconda giornata veronese di informazione indipendente sugli
Venerdì 21 settembre 2007 dalle 8.30 si terrà al Policlinico GB Rossi la seconda giornata veronese di informazione indipendente sugli psicofarmaci intitolata: “Gli antidepressivi nella depressione: davvero efficaci e ben tollerati?” I lavori del convegno, organizzato dall’OMS, il Centro sull’Organizzazione Mondiale della Sanità, e dall’Università di Verona, verteranno sui problemi legati all’efficacia e alla tollerabilità degli antidepressivi nel trattamento farmacologico della depressione più grave.

Al convegno interverranno il Rettore dell’Università di Verona Alessandro Mazzucco, il direttore del Consorzio Mario Negri Sud e grande esperto di metodologia della ricerca Gianni Rognoni, lo psichiatra del Centro OMS di Ricerca sulla Salute Mentale Corrado Barbui, gli esperti stranieri che si sono distinti per le loro ricerche sull’efficacia e tollerabilità degli antidepressivi Toshiaki Furukawa e Francisco de Abajo,

«Il disturbo depressivo maggiore è una patologia molto comune – afferma Michele Tansella, direttore del Centro OMS dell’Università di Verona – E’ stato, infatti, dimostrato che il 5-9% della popolazione negli USA soffre ogni anno di depressione “maggiore”, episodi di gravità media-elevata, e il 2-4% di disturbo bipolare, ovvero episodi di depressione con episodi di eccitamento, e che dati simili sono stati raccolti in molti altri Paesi. E’ noto, inoltre, che il 5-13% dei pazienti che frequentano gli ambulatori medici soffre di disturbi depressivi clinicamente significativi. Dal 75 all’85% dei pazienti depressi ha episodi ricorrenti, presenta cioè una o più ricadute. E’ stato provato che la depressione aumenta il rischio di morte per suicidio, per incidenti, per malattie cardiovascolari, per disturbi respiratori e per ictus. Un trattamento efficace riduce il rischio di mortalità e migliora l’esito delle suddette malattie».

«C’è bisogno di informazione e aggiornamento sui continui cambiamenti che il mondo della ricerca scientifica induce nella pratica clinica quotidiana – ribadisce Corrado Barbui, psichiatra del Centro OMS di Verona – ed è necessario che le fonti di informazione e aggiornamento siano indipendenti. Viviamo infatti in un’epoca in cui gran parte della informazione scientifica sugli antidepressivi è veicolata e mediata dalle industrie che producono farmaci, e questo influenza le opinioni e le pratiche prescrittive trasformando gli antidepressivi da bene terapeutico a bene di consumo».

Per informazioni contattare la segreteria organizzativa: 045/8124441 e donatella.castiglioni@medicina.univr.it.

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