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2 ottobre 2007

Ancona: Master in Biosicurezza delle piante geneticamente modificate

Nell’ambito della proposta formativa 2007/2008 dell’Università di Ancona, si segnala il master internazionale di primo livello, a distanza,

Nell’ambito della proposta formativa 2007/2008 dell’Università di Ancona, si segnala il master internazionale di primo livello, a distanza, cioè, ondine, dal titolo “Biosicurezza delle piante geneticamente modificate”, della Facoltà di Agraria, il cui termine per l’iscrizione è il 15 ottobre.
Le lezioni inizieranno il 5 novembre 2007, avranno la durata di 46 settimane e permetteranno l’acquisizione di 49 CFU complessivi. Il totale dei posti disponibili è 30, e verranno assegnati secondo i seguenti criteri: Lettera di motivazione verso l’implementazione di strutture di regolamentazione locale ed internazionale (amministrazioni, imprese, ricerca, ONG, etc.); Laurea triennale o magistrale o altro a seconda del paese di origine; Competenza della lingua inglese (certificato);Conoscenze informatiche (certificato).
I moduli da seguire sono sette e consistono in: Introduzione alle tecniche di breeding e biotecnologie, Applicazione delle biotecnologie nelle piante ad uso alimentare e non, Elementi di base della valutazione dei rischi e strutture di regolamentazione, Sicurezza degli alimenti e dei mangimi, Sicurezza ambientale, Sistemi di regolamentazione nazionali e internazionali, Percezione e comunicazione dei rischi. Le finalità sono così descritte: “Gli obiettivi formativi qualificanti possono essere sintetizzati nella formazione specifica nel settore della valutazione rischi e benefici della diffusione di Piante Geneticamente Modificate (PGM) di tecnici, operatori, funzionari ed altri professionisti dell’area agronomica, genetica e biotecnologia che desiderino attualizzare e/o approfondire le proprie conoscenze teoriche nel settore e fornire un valido e costante ausilio per l’applicazione pratica di metodi e normative sulla valutazione rischi e benefici di PGM per le diverse condizioni di coltivazione e di diffusione per utilizzo alimentare e non di maggiore interesse per le produzioni agricole che interessano in particolare il bacino del mediterraneo e balcanico”.

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