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10 ottobre 2007

Disordini alimentari ed obesità: la colpa è di genitori, insegnanti e medici

La dottoressa Susan Jebb, del dipartimento per la ricerca sulla nutrizione umana del ‘Medical Research Council’ di Cambridge, in una conferenza su

La dottoressa Susan Jebb, del dipartimento per la ricerca sulla nutrizione umana del ‘Medical Research Council’ di Cambridge, in una conferenza sull’obesità tenuta a Londra poche settimane fa ha parlato del problema in maniera esplicita “incolpando” i genitori, gli insegnanti e, addirittura, i dottori. Questo perché, secondo la Jebb, tutte le categorie sopraindicate, a volte per noncuranza altre per superficialità, si rivelano inadeguate a confrontarsi con la sensibilità e la delicatezza emotiva degli adolescenti, scatenando azioni e reazioni a catena che possono condurre, nei casi peggiori, a gravi disordini alimentari. Genitori, medici e insegnanti dovrebbero inculcare nei ragazzi e nelle ragazze l’idea che, durante l’adolescenza, il peso corporeo è “relativo”. Raggiungere il giusto peso e la giusta corporatura in età pre-adolescenziale, senza eccedere in magrezza o grassezza, può infatti evitare problemi in età adulta (problemi cardiovascolari, pressione alta, sindrome metabolica associata a diabete di Tipo 2). D’altronde, eccessive pressioni sulla necessità di perdere peso o di mettere su chili da parte di figure di riferimento come genitori e professori, possono causare danni irreparabili, fino a condurre gli adolescenti ad anoressia, bulimia, obesità. La dottoressa Jebb mette anche in guardia sulla preoccupante tendenza all’innalzamento del peso corporeo medio. Persone di tutte le età tendono ad ingrassare perché le calorie accumulate non vengono spese attraverso un’adeguata attività fisica. L’educazione fisica e le corrette abitudini alimentari sono la base di una vita sana.

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