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16 ottobre 2007

Formigoni: “bisogna liberalizzare l’università”

Se la politica italiana è in crisi lo si nota anche nel dibattito politico in merito alla risoluzione dei problemi cronici del nostro Paese. EsSe la politica italiana è in crisi lo si nota anche nel dibattito politico in merito alla risoluzione dei problemi cronici del nostro Paese. Esempio sono le dichiarazione del Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, intervenuto in un convegno sul mondo universitario organizzato da Assolombarda.Secondo il Presidente Formigoni, il vero problema dell’università, sta nella lontananza dalle esigenze del sistema produttivo e dal fatto di creare delle figure professionali non al passo con le esigenze delle imprese. Le iniziative intraprese dalla Lombardia, sono tutte di lodevoli, dallo sviluppo della Borsa del Lavoro, istituita dalla “legge Biagi”, fino a un sistema semplificato nell’elargizione delle Borse di Formigoni ha poi aggiunto: “E’ necessaria l’abolizione del valore legale del titolo di studio, l’autonomia per gli atenei di scegliere i professori, l’eliminazione del finanziamento statale, perche’ sia lo studente a finanziare ciascuna universita’ attraverso il meccanismo della scelta, la possibilita’ per ogni ateneo di decidere se trasformarsi in una fondazione privata”.Se questo è il sistema per risolvere i problemi delle nostra università è il caso di dire che “il rimedio è peggio del male”, pur rispettando le opinioni di chiunque, quella che Formigoni propone è la privatizzazione dell’università e sarebbe il caso che quando un politico parli in pubblico, le sue iniziative le chiami con i propri nomi, senza fare giri di parole.Partire da proposte condivisibili come la scelta dei professori unendola con “l’eliminazione del finanziamento statale”, significa creare solo ulteriore confusione e non produrre un dibattito costruttivo. La politica italiana continua a guardare all’estero nella disperata ricerca di soluzioni ai nostri problemi, incurante poi di valutare come il passaggio da un sistema pubblico a uno privato comporta comunque altro tipo di problemi. In un paese in cui abbiamo il più basso numero di laureati in Europa, creare atenei con rette da 10 o 20.000 euro è il modo migliore di fare degli Italiani un popolo ancora più ignorante.

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