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11 ottobre 2007

Macerata: all’Università la biblioteca di Sbriccoli, patrimonio scientifico internazionale

L’Università di Macerata ingloba la ricchissima biblioteca privata di Mario Sbriccoli, studioso di fama internazionale e decano dell’Ateneo

L’Università di Macerata ingloba la ricchissima biblioteca privata di Mario Sbriccoli, studioso di fama internazionale e decano dell’Ateneo maceratese, scomparso nel 2005.

Fino alla fine di marzo la collezione sarà depositata nei locali dell’Ateneo, che può acquistarla entro sei mesi a un prezzo ritenuto inferiore al suo valore complessivo.
In considerazione del particolare legame tra il professor Sbriccoli e l’Università di Macerata, del cui corpo accademico il professore è stato illustre membro, e al fine di onorarne la memoria, gli eredi del docente hanno offerto all’Ateneo l’acquisto di questo patrimonio librario, dicendosi “disponibili a concordare qualsiasi termine e modalità di trasferimento”. Il Senato accademico e il Consiglio di amministrazione dell’Ateneo hanno ratificato all’unanimità i contratti di deposito e di opzione stipulati in via d’urgenza dal rettore, al quale è stato dato il mandato di procedere all’acquisto, una volta reperite tutte le risorse necessarie. Buona parte di queste sono già state rese disponibili dalla Fondazione Carima, che ha deliberato di fare dell’acquisizione un “progetto proprio” da realizzare in collaborazione con l’Ateneo.

La biblioteca raccoglie uno straordinario patrimonio di testi giuridici dal primo Cinquecento a tutto il Novecento. Si tratta di una biblioteca che il professor Sbriccoli ha costruito attorno ai propri principali interessi di studioso, facendone – per opinione diffusa nel mondo degli storici del diritto in Italia e all’estero – la più importante biblioteca privata al mondo nei settori della storia del diritto penale, della giustizia e dalla criminalità. E’, dunque, una biblioteca fortemente specializzata, che renderà l’Ateneo maceratese un polo scientifico di primissimo piano in questi settori. La collezione è composta da circa novemila volumi, raccoglie un fondo antico di circa 600 pezzi dal XVI al XVIII secolo, molti dei quali rari, più di duemila pezzi del XIX secolo, oltre 1.200 della prima metà del Novecento, ulteriori 5.200 volumi successivi al 1950 oltre all’archivio scientifico privato

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