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18 ottobre 2007

Studiare l’antimafia all’università

Il bello dell’università è anche quello di poter affrontare tematiche che, il più delle volte, durante gli studi liceali, sono imIl bello dell’università è anche quello di poter affrontare tematiche che, il più delle volte, durante gli studi liceali, sono impossibili – per mancanza di tempo – da analizzare. Basti pensare, per esempio, ai programmi scolastici di storia che difficilmente riescono a superare il traguardo della seconda guerra mondiale. Così, tanto per cambiare, pochi ragazzi sentono parlare di guerra fredda, del Vietnam, della rivoluzione culturale in Cina, della caduta del muro di Berlino e dell’ex Unione Sovietica, e, dulcis in fundo, della storia della mafia qui in Italia, e quindi dell’antimafia. Ovvero di chi si è impegnato (e si impegna) anima e corpo nella lotta a Cosa Nostra. Proprio per questo ci sembra meritoria la proposta di legge – che si può visionare su www.articolo21.info – atta ad introdurre, nelle scuole di secondo grado e all’università, lo studio dell’antimafia. Per quanto riguarda le varie facoltà coinvolte – da Giurisprudenza a Sociologia, fino a Scienze della comunicazione – nel primo caso verrà inaugurato un corso di studio sul diritto penale e la storia dell’antimafia, mentre negli altri due casi si studierà la storia del giornalismo antimafia.

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