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12 novembre 2007

Francia: università in movimento contro la legge Pécresse

11.11.2007. Parigi – Che in Francia il governo di Nicolas Sarkozy non goda di consenso assoluto è chiaro. Il presidente della Repubblica fr

11.11.2007. Parigi – Che in Francia il governo di Nicolas Sarkozy non goda di consenso assoluto è chiaro. Il presidente della Repubblica francese, eletto lo scorso mese di maggio, ha spaccato in due il paese, dividendolo tra suoi sostenitori e suoi detrattori attraverso un comportamento (politico, mediatico e persino personale) che non lascia vie di mezzo. I maggiori risultati di queste politiche dagli aspetti piuttosto liberisticamente rigidi si possono riscontrare tra gli studenti. Numerosi sono i gruppi organizzati che proprio in questi giorni svolgono delle azioni di protesta contro il governo Sarkozy e soprattutto contro la legge Pécresse, in un certo senso un barometro legale della situazione universitaria in Francia. Anche in questo paese, conosciuto a livello mondiale per atenei come la Sorbonne, la situazione di università e ricerca non versa nelle migliori condizioni. I fondi dello stato destinati all’Università non sono sufficienti per mantenere un buon livello didattico ed amministrativo, e la politica di Sarkozy sembra puntare ad una loro diminuzione più che ad un loro aumento. Con una manovra fiscale a dir poco spericolata, il Presidente ha concesso una serie di “regali fiscali” sottoforma di esoneri a persone con grandi patrimoni e stipendi elevati, per una cifra stimata dai 12 ai 15 miliardi di euro.
Da dove, dunque, i fondi per le università? Stato in difficoltà, è passata una legge, appunto la legge Pécresse ( dal nome del ministro dell’insegnamento superiore), che prevede un maggiore grado di autonomia per gli atenei, soprattutto sotto l’aspetto economico.
La legge permette alle facoltà di divenire proprietarie dei loro beni immobiliari, avendo così anche la possibilità di venderli per acquistarne altri, o solo per ricavarne fondi. Il tratto più inquietante, a detta di molti, di questa legge, è quello che permette alle facoltà di ricorrere a fondi privati, attraverso la creazione di “fondazioni universitarie” le cui risorse provengono da donazioni, legati o mecenatismo di privati. Questa disposizione, unita a quella che dà ai “président d’université” il potere di designare i membri esterni del consiglio d’amministrazione, dà il quadro di una situazione che potrebbe evolvere in una concreta privatizzazione dell’università. Infatti il “consiglio d’amministrazione” è l’organo decisionale principale dell’università: con la presenza di soggetti di tipo economico la sua imparzialità potrebbe risultare fortemente limitata.
A Parigi e in tutta la Francia numerose manifestazioni dimostrano la difficoltà degli studenti ad accettare questo nuovo sistema. Determinanti saranno gli avvenimenti dei prossimi giorni, per lo sviluppo del movimento studentesco che potrebbe trovare maggiore coesione e forza in una eventuale convergenza con ferrovieri e funzionari nella manifestazione del 20 novembre prossimo.

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