• Google+
  • Commenta
7 novembre 2007

Insurbia: Presentata a Roma ESI 2007

Presentata a Roma, nel corso di una conferenza stampa, l’Environmental Seismic Intensity Scale (ESI 2007). Il nuovo metodo, studiato a livello inter
Presentata a Roma, nel corso di una conferenza stampa, l’Environmental Seismic Intensity Scale (ESI 2007). Il nuovo metodo, studiato a livello internazionale, a partire dagli anni ’90, da Università e Istituti di ricerca, coordinati dal Servizio Geologico d’Italia presso l’APAT, insieme a CNR e Università dell’Insubria (Dipartimento di Scienze chimiche e ambientali di Como), classifica gli effetti sismici in dodici gradi, integrando e sostituendo le scale già in uso.
Da oggi, i terremoti non si misurano solo in base ai loro effetti su edifici, città e infrastrutture, ma anche tenendo conto degli effetti sull’ambiente. In questo modo, sarà più facile prevenire le catastrofi causate dai sismi, come quelle che il nostro Paese ha vissuto nel passato, con migliaia di morti e miliardi di euro di danni.
Tutto grazie alla ESI 2007 (Environmental Seismic IntensityScale), una nuova scala di intensità sismica basata esclusivamente sugli effetti che i terremoti producono sull’ambiente. La scala è costituita da 12 gradi di intensità, con struttura analoga a quelle tradizionali, da linee guida che definiscono le procedure per usarla e chiariscono i fondamenti scientifici su cui essa è basata.
Lo scopo principale di ESI 2007 è quello di integrare le scale classiche, come la Mercalli Cancani Sieberg – MCS, che si basano essenzialmente sui danni agli edifici, e sostituirle quando queste non sono in grado di fornire stime attendibili: accade per i terremoti più forti, oltre il X grado, e in aree deserte o scarsamente abitate, in cui gli indicatori degli effetti sull’ambiente sono gli unici disponibili. La nuova scala consente anche una migliore valutazione dell’intensità sismica nell’area interessata, che viene stimata a partire da quella dei terremoti storici, consentendo, con l’esame degli effetti sull’ambiente, di confrontare eventi avvenuti in epoche diverse e prevenire quelli futuri.
Ad esempio il recente terremoto che ha colpito il Giappone Centrale, nel luglio di quest’anno, ha messo a rischio la centrale nucleare di Kashiwazaki. Gli studi precedenti all’evento erano stati in grado di prevedere il verificarsi di un terremoto di tale intensità, ma non avevano considerato gli effetti sull’ambiente, come ad esempio il verificarsi di una frana. Infatti, a seguito del sisma, una frana si è mossa proprio nei pressi della centrale, per fortuna non coinvolgendola in modo diretto, altrimenti i danni sarebbero stati incalcolabili. Con l’applicazione della scala, che opera anche attraverso l’analisi storica del territorio, sarebbe stato possibile invece prevedere la frana stessa e la sua posizione e adottare, di conseguenza, adeguate azioni di prevenzione, come una diversa destinazione d’uso ealtre misure di adattamento.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy