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15 novembre 2007

Laurearsi al sud? Non conviene

L’unità d’Italia è reale o utopica? La domanda, posta ovviamente come provocazione, mira a mettere in luce come i dati reali, di tutti iL’unità d’Italia è reale o utopica? La domanda, posta ovviamente come provocazione, mira a mettere in luce come i dati reali, di tutti i giorni, siano molto più avanti delle considerazioni, delle parole spesso vuote e retoriche sull’unità del nostro Paese. Ebbene dati alla mano, l’Italia risulta sempre più un paese spaccato in orizzontale. Una prova? Bene, basti pensare ai laureati. Una persona qualunque potrebbe pensare che tra una laurea ottenuta a Milano e una ottenuta a Palermo, ad esempio, non vi sia differenza. E invece no. Negli ultimi anni, infatti, è aumentato a dismisura il numero di laureati emigranti dal sud verso nord. Motivo? A tre anni di distanza dal conseguimento del tanto atteso titolo di studio, il 46,4% dei laureati meridionali è disoccupato. Di questi, ben il 43,4% di coloro che hanno ottenuto il massimo dei voti è senza lavoro. Chi si laurea al nord, invece, ha molte più chance di trovare un’occupazione. Il dato di disoccupazione a tre anni di distanza dalla laurea, infatti, scende al 30,8%. Disuguaglianze che rispecchiano la realtà e che si spiegano con un mercato del lavoro abbastanza differente tra le due metà del Paese. Al sud persiste e resiste un maggiore “nepotismo”, nonché è maggiore la percentuale di coloro che hanno ottenuto lavoro tramite conoscenze o amicizie. E il merito? Evidentemente molte imprese non sanno nemmeno cosa sia, visto che, specie al meridione, conta di più avere una famiglia “importante” alle spalle del curriculum vitae. Mobilità sociale pari a zero, o quasi, dunque. Ecco il motivo principale di tante migrazioni di giovani da sud verso nord. La regione da dove “scappano” in maggioranza i neo-laureati è la Campania con quasi il 22% dei giovani dottori che migrano. A seguire c’è la Calabria, col 18% e Puglia e Sicilia appaiate al 17%. Insomma, 150 anni dopo l’unità d’Italia, poco o nulla è cambiato. Infrastrutture, sviluppo, legalità, opportunità, sono parole che il meridione ancora deve assimilare. Per precisa volontà o impossibilità del potere centrale, questo non lo sappiamo. Di sicuro ci sono solo i dati. Quasi la metà dei laureati al sud non trova lavoro. Anche col massimo dei voti. Qualcuno provi a riflettere.

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