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20 novembre 2007

Lauree triennali? Un vero “flop”!

Caro, buon vecchio ordinamento, dove sei finito? Le lauree triennali sembrano non valere niente ai fini lavorativi e la riforma appare un buco nell’acCaro, buon vecchio ordinamento, dove sei finito? Le lauree triennali sembrano non valere niente ai fini lavorativi e la riforma appare un buco nell’acqua. Chi è in possesso della sola laurea triennale non riesce a trovare nemmeno un’occupazione precaria; le aziende infatti continuano a pretendere un livello di istruzione universitaria almeno quinquennale.
E’ quanto emerge dal nuovo rapporto Almalaurea sullo stato occupazionale dei giovani laureati. Sono stati analizzati 40 atenei per un totale di quasi 90 mila laureati di tutti i livelli. Ciò che è emerso è sconfortante: i “dottorini”, ovvero i dottori senza specialistica, non piacciono al mondo del lavoro. Ad un anno dalla laurea nemmeno la metà risulta impiegato (solo il 44,9%) e gli stipendi continuano a calare (oramai non si raggiungono più nemmeno i mille euro mensili).
Tra i “triennali” più richiesti ci sono gli insegnanti, mentre avvocati ed ingegneri, tra i più “gettonati” dalle aziende fino a pochi anni fa, non ricevono più alcuna offerta di impiego. Viene quindi rivelata la scarsa efficacia dei percorsi didattici delle lauree brevi per le discipline scientifiche e forensi.
Se la passano bene invece solo gli infermieri: ad un anno dal titolo trova lavoro il 96,9% di loro.

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