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13 novembre 2007

Palermo: migliore idea imprenditoriale premiata a Milano è di quattro palermitani

La migliore idea d’impresa d’Italia è di un gruppo di quattro giovani ricercatori, tutti laureati in Ingegneria all’Università di Pale
La migliore idea d’impresa d’Italia è di un gruppo di quattro giovani ricercatori, tutti laureati in Ingegneria all’Università di Palermo, che con il loro progetto hanno appena vinto il Premio speciale della Camera di Commercio di Milano per il concorso “Fai valutare la tua idea imprenditoriale”. Sulla base delle loro ricerche scientifiche, hanno progettato un rilevatore di alcol più efficace dell’attuale “palloncino”, un’idea che ha superato altre 46 proposte in lizza arrivate da tutto il Paese. Nella città meneghina, simbolo del talento imprenditoriale e della capacità di innovazione, il progetto arrivato dal capoluogo del Sud ha vinto 15 mila euro, il premio più alto. A firmarlo sono Davide Mannone, Alfredo Catalano, Salvatore Ritrosi e Dario Rocco, che adesso vogliono perfezionare il prodotto, trovare investitori e fondare un’impresa.

Domani, martedì 13 novembre
allo Steri
(Sala Carapezza)
il rettore Giuseppe Silvestri
premierà il gruppo di ricercatori

Nell’occasione sarà presentato il nuovo sistema, chiamato “Ekey”, che permette di misurare il tasso alcolico nel sangue evidenziandone la presenza attraverso emettitori e rilevatori di onde elettromagnetiche. Una risposta all’emergenza incidenti stradali causati dallo stato di ebbrezza dei conducenti delle auto. Si tratta dell’unico metodo infallibile oltre a quello del prelievo di sangue, che però non può essere usato dalle forze dell’ordine nelle strade perché invasivo e di difficile gestione. Il principio di Ekey è quello dell’assorbimento di energia delle onde elettromagnetiche che passano attraverso i tessuti biologici: in pratica, vengono emesse delle onde e viene rilevato quante di queste attraversano il tessuto e quante no. Conoscendo lo spettro di assorbimento delle onde dell’etanolo, è possibile individuare quanto ne è contenuto nel tessuto oggetto dell’esame e quindi nel sangue. L’utilizzo di questo sistema permette costi contenuti e dimensioni ridotte, tanto che Ekey potrebbe assumere la forma di un portachiavi o di un sensore sul cruscotto dell’auto.

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