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6 novembre 2007

Roma, ecco come si ‘ricicla’ l’architettura del passato

Di testimonanze dell’architettura del passato – è risaputo – Roma ne è intrisa. Le decine di chiese disseminate lungo il suo territori
Di testimonanze dell’architettura del passato – è risaputo – Roma ne è intrisa. Le decine di chiese disseminate lungo il suo territorio, i prestigiosi edifici caratterizzati da strutture portanti originarie del medioevo o dell’epoca romana, senza contare i palazzi edficati per intero in quei secoli e ancora oggi in piedi per manifestare il loro splendore.
Ma la città si trasforma, e anche questo è risaputo: il moderno avanza inesorabilmente e deve imparare a convivere con questi sacri monumenti del passato; monumenti che talvolta sembrano cornice e altre volte contenuto della città, specie nella specifica realtà dello strato urbano capitolino.
Come coniugare, dunque, queste due scuole architettoniche così vicine in termini di spazio ma così lontane nel tempo?
Un convegno internazionale che si terrà a Roma dall’8 al 10 novembre 2007, organizzato dalle facoltà di architettura Valle Giulia e Ludovico Quaroni, della Sapienza, in collaborazione con l’Ecole française de Rome e il Cnrs, tenterà di dare risposta ad alcuni di questi quesiti. Verranno illustrati e minuziosamente analizzati decine di casi in cui è stato realizzato un ‘riciclo’ dei materiali del passato: dalle dimenticate tecniche d’edilizia medievale al riutilizzo dei blocchi lapidei nei restauri del Colosseo; ma anche i reimpieghi avvenuti all’estero, come in Egitto, in Spagna e in Francia.
Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al Dipartimento di Storia dell’architettura, restauro e conservazione dei beni architettonici: 06.499.18.821.

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