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28 novembre 2007

Trento: i problemi etici della sperimentazione con l’essere umano

La sfida è far passare il paziente da oggetto passivo della ricerca a soggetto attivo e partecipe. In Italia, in alcuni casi, la strada &egra
La sfida è far passare il paziente da oggetto passivo della ricerca a soggetto attivo e partecipe. In Italia, in alcuni casi, la strada è ancora lunga. All’estero, invece, ci sono già varie esperienze di pazienti che fanno parte dello staff di ricerca e che collaborano, ad esempio, alla stesura dei moduli informativi. Nel Regno Unito li chiamano “pazienti esperti”. Di queste esperienze e, in generale, delle difficoltà e della possibilità di rendere la ricerca scientifica un’esperienza di partecipazione dei cittadini si parlerà giovedì 29 e venerdì 30 novembre a Trento nel convegno internazionale “Sperimentare con”, organizzato dal Comitato etico per la sperimentazione con l’essere umano dell’Università di Trento in collaborazione con l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari e la Fondazione Pezcoller. Il convegno si terrà dalle 14.30 di giovedì e per tutto il giorno di venerdì nell’aula 1 della Facoltà di Giurisprudenza (in via Rosmini). L’iniziativa si rivolge ai componenti dei comitati etici, ai ricercatori, ai medici e alla cittadinanza, particolarmente sensibile, in questi tempi, ai temi della bioetica e del biodiritto. L’organizzazione del convegno rientra nelle iniziative di sensibilizzazione alle tematiche etiche che il comitato si propone di svolgere sia nei riguardi delle varie componenti dell’ateneo sia nei confronti della cittadinanza.
L’iniziativa è stata presentata questa mattina in Rettorato in una conferenza stampa in cui è stato fatto anche il bilancio dei primi due anni di attività del comitato.
Il rettore dell’Università di Trento Davide Bassi ha parlato dell’impegno dell’ateneo nello sviluppo dei rapporti con l’Azienda sanitaria e con un partner qualificato come la Fondazione Pezcoller. Ha, poi, ricordato che il Comitato etico dell’Università è nato per “una necessità” nel momento in cui l’ateneo ha avviato attività di ricerca nell’ambito delle scienze cognitive che riguardano la sperimentazione con l’essere umano, ma ha detto che è “anche una grande opportunità perché questi sono temi importanti, di grande rilevanza per il cittadino”. Quindi ha spiegato che il comitato svolge “un fondamentale compito tecnico, ma è anche un forum che ha il compito di sviluppare un dibattito più ampio su questi temi”. Il rettore aprirà i lavori del convegno.
Il primario dell’unità operativa di Oncologia medica dell’Ospedale Santa Chiara Enzo Galligioni (in rappresentanza dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari e della Fondazione Pezcoller) ha sottolineato la rilevanza del titolo scelto per il convegno. Sperimentare con – ha osservato – significa che il paziente viene considerato “non un topolino di laboratorio, ma un partner della ricerca”. Quindi ha parlato dell’impegno di progredire, anche attraverso iniziative come questo convegno, garantendo il rispetto pieno della dignità e della volontà della persona. Inoltre ha sottolineato l’importanza della collaborazione su questi temi fra Università, Azienda e Fondazione Pezcoller.
Loreta Rocchetti, presidente del Comitato etico per la sperimentazione con l’essere umano dell’Università di Trento, si è soffermata sulle attività del Comitato. Facendo un bilancio dei primi due anni ha detto che il Comitato si è riunito 17 volte in seduta plenaria e ha esaminato 12 protocolli presentati da ricercatori dell’Università. Molti protocolli sottoposti a parere finora hanno riguardato l’utilizzo dell’apparecchiatura per la risonanza magnetica a 4 Tesla per studi sul cervello umano condotti dal Centro Interdipartimentale Mente/Cervello oppure progetti del Dipartimento di Scienze della Cognizione e della Formazione dedicati alla percezione e all’attenzione. Rocchetti ha ricordato che il comitato ha il compito di esprimere un parere ogni qualvolta si effettui una sperimentazione che preveda il coinvolgimento di esseri umani. Il parere – ha precisato – è obbligatorio e vincolante quando si utilizzano dispositivi medici quali, ad esempio, l’apparecchiatura a risonanza magnetica installata presso il Laboratorio di Neuroimmagine funzionale di Mattarello. Lo è anche quando le ricerche coinvolgono persone particolarmente vulnerabili (ad esempio minori). Inoltre, è ormai consuetudine che le principali riviste internazionali, per pubblicare i risultati di uno studio, richiedano che il progetto di ricerca sia stato valutato positivamente da un comitato etico. Il parere del comitato, poi, è sempre più spesso indispensabile per ottenere finanziamenti pubblici. Il Comitato fa riferimento principale alla dichiarazione di Helsinki, il documento della World Medical Association seguito da tutta la comunità medica e scientifica mondiale. Le sperimentazioni – per ottenere il parere positivo del Comitato – devono rispondere a criteri di rilevanza, di trasparenza, di rispetto della persona e della sua dignità, di garanzia di informazione, di effettivo consenso e di copertura dei rischi. Rocchetti ha, infine, sottolineato il valore del dibattito, all’interno dell’accademia e con tutta la cittadinanza, su temi come questi per la promozione della cultura etica.
Carlo Casonato, responsabile del progetto Biodiritto dell’ateneo e vicepresidente del comitato, ha ribadito l’importanza del convegno internazionale “Sperimentare con” per portare a Trento alcune delle esperienze più significative e concrete della ricerca scientifica intesa come esperienza di partecipazione, anche in particolari condizioni di fragilità.
Informazioni e iscrizioni relative al convegno (per il quale è stata inoltrata richiesta di riconoscimento dei crediti formativi ECM) sul sito: www.unitn.it/events/cesp2007

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