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28 novembre 2007

Unimore: giovane modenese miglior ricercatore italiano di Chimica

Il premio ‘Primo Levi 2006’ assegnato al migliore giovane ricercatore italiano di Chimica è stato vinto dal dr. Alfonso Pedone, dottorando del Il premio ‘Primo Levi 2006’ assegnato al migliore giovane ricercatore italiano di Chimica è stato vinto dal dr. Alfonso Pedone, dottorando del Dipartimento di Chimica dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Il riconoscimento gli è stato attribuito dalla Società Chimica Italiana per il grande contributo apportato allo studio della struttura e proprietà chimico-fisiche di materiali amorfi inorganici attraverso l’utilizzo e sviluppo di metodi computazionali. La consegna in occasione del VIII Congresso Nazionale Ambiente Ricerca Giovani tenutasi il 23 novembre a Ferrara.

Sviluppo ed utilizzo di metodi di chimica computazionale per lo studio di proprietà strutturali, meccaniche, spettroscopiche e di trasporto di biomateriali è una delle linee di indagine su cui procedono le ricerche condotte presso i laboratori del Dipartimento di Chimica dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.

Ed è grazie a questi innovativi studi che il dott. Alfonso Pedone, dottorando al terzo anno nell’Ateneo emiliano, ha recentemente ottenuto il prestigioso riconoscimento di miglior giovane ricercatore di Chimica per l’anno 2006 attribuitogli dalla Società Chimica Italiana.

Attivo presso il Dipartimento di Chimica dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia, il dott. Alfonso Pedone, classe 1980, collabora col gruppo di ricerca diretto dai proff. Ledi Menabue, Maria Cristina Menziani e Ulderico Segre, con i quali sviluppa ed utilizza tecniche computazionali per lo studio di proprietà strutturali, meccaniche, di trasporto e spettroscopiche di materiali inorganici tecnologicamente avanzati quali biovetri e bioceramici.

“Siamo molto compiaciuti per questo meritato premio ricevuto da Alfonso” ha dichiarato il prof. Ulderico Segre, docente di Chimica fisica all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.

La chimica computazionale è uno strumento estremamente utile nell’industria di materiali tecnologicamente avanzati perché in grado di predire ed interpretare proprietà strutturali, meccaniche, spettroscopiche e di trasporto (giusto per nominarne alcune) consentendo di abbattere i costi sostenuti dalle imprese, le quali – ancora oggi – sono costrette ad eseguire ripetuti esperimenti, che richiedono molto tempo prima di ottenere un prodotto con le caratteristiche desiderate.

“Sono estremamente felice per questo premio – ha dichiarato il dott. Alfonso Pedone -, il quale mi ripaga degli sforzi e sacrifici fatti in questi anni insieme ai miei familiari che mi hanno sempre sostenuto. Grazie allo sviluppo di nuovi potenziali interatomici e alla ottimizzazione e sviluppo di metodi per la simulazione al computer di proprietà meccaniche siamo riusciti per la prima volta ad ottenere ottimi risultati nel campo dei materiali vetrosi, estremamente difficili da simulare a causa della loro natura amorfa. Tali risultati, pubblicati ed esposti in riviste e congressi internazionali, hanno riscosso molto successo nella comunità scientifica tanto da essere stato contattato per fare consulenza alla più grossa multinazionale americana che produce materiali vetrosi tecnologicamente avanzati, ciò mi ha reso ancor più orgoglioso perché mi ha fatto capire che avevo fatto qualcosa di importante! Vorrei dedicare questo premio a mia moglie Luana e mio figlio Alberto di 2 anni che mi hanno seguito nel periodo di ricerca svolto l’anno scorso in una università negli Stati Uniti ”.

Alfonso Pedone

Nato nel 1980 a Atripalda (Avellino) si è laureato nel 2004 con il massimo dei voti e lode all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia con una tesi dal titolo “Sviluppo di software di simulazione per analizzare proprietà strutturali di vetri inorganici”. Nel 2004 grazie ai brillanti risultati negli studi universitari ha ricevuto un premio di laurea bandito dal Rotary Club di Modena. Sta continuando la sua attività di ricerca presso l’Ateneo emiliano con un dottorato dal titolo ‘Simulazioni computazionali di proprietà chimico fisiche di sistemi inorganici amorfi’. E’ stato visiting scientist presso l’università di Torino e presso la Alfred University di New York, sotto la supervisione del professor Alastair N. Cormack. In tale periodo ho lavorato ad un progetto intitolato: ‘Rational Design of new glasses and glass-ceramics with improved bio-mechanical properties’ parzialmente supportato dall’ International Materials Institute for New Functionality in Glass (IMI-NFG), Lehigh University, Bethlehem, PA (USA). E’ coautore di 12 articoli pubblicati su riviste scientifiche internazionali oltre a numerose partecipazioni a convegni in qualità di relatore.

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