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7 novembre 2007

Unimore: mostra Ominidi

Dal 10 novembre al 16 dicembre 2007 Modena ospita la mostra “Lucy in the sky with diamonds”, una singolare ed originale proposta culturale che rip

Dal 10 novembre al 16 dicembre 2007 Modena ospita la mostra “Lucy in the sky with diamonds”, una singolare ed originale proposta culturale che ripercorre le tappe evolutive dell’uomo sulla Terra, dalla comparsa degli ominini all’Homo sapiens. Realizzata coi contributi del Dipartimento di Paleobiologia e dell’Orto Botanico dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, del Dipartimento di Biologia dell’Università “Tor Vergata” di Roma e del Museo di Storia delle Scienze Biomediche di Chieti ed il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, oltre che della Banca Popolare dell’Emilia Romagna e di Riccardo Odorici, sarà ospitata al Foro Boario. L’inaugurazione sabato 10 novembre alle ore 16.00.

Il motivo di un brano musicale di successo per dare il titolo ad un grande evento culturale, la mostra “Lucy in the sky with diamonds”, dedicata alla affascinante, e per certi aspetti ancora misteriosa, storia che avvolge l’origine dell’uomo sulla Terra.

Si sono, infatti, ispirati al celebre brano dei Beatles i ricercatori del Museo di Paleobiologia e dell’Orto Botanico dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, organizzatori insieme al Dipartimento di Biologia dell’Università “Tor Vergata” di Roma e del Museo di Storia delle Scienze Biomediche di Chieti dell’appuntamento scientifico e divulgativo, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, dalla Banca Popolare dell’Emilia Romagna e da Riccardo Odorici, che si terrà dal 10 novembre al 16 dicembre 2007 a Modena presso il Foro Boario (ingresso via Bono da Nonantola 2).

“Il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena a questa mostra – commenta il prof. Andrea Landi, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena – si inserisce in un quadro di interventi tesi a valorizzare le istituzioni culturali attive sul nostro territorio e a promuoverne le iniziative: il Museo di Paleobiologia e dell’Orto Botanico dell’Università di Modena e Reggio Emilia, con la sua meritoria attività di divulgazione scientifica rivolta al pubblico, rappresenta un punto di riferimento per la città, e in particolare per le scuole, che possono trarre da queste iniziative un indispensabile supporto alla didattica”.

Chi sono i nostri antenati? Quando ci siamo diversificati dalle scimmie antropomorfe? Quando è comparsa sulla Terra la specie Homo sapiens? Sono alcuni dei tanti interrogativi cui si cercherà di fornire risposta attraverso il progetto modenese di realizzare una mostra interamente dedicata agli ominidi, ovvero ai nostri lontanissimi progenitori.

“Sull’origine della nostra linea evolutiva – ci dice il prof. Antonio Russo, Direttore del Dipartimento di Paleobiologia e dell’Orto Botanico dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – le opinioni dei ricercatori sono ancora piuttosto discordi. Tuttavia, i numerosi ritrovamenti nei siti paleontologici africani e le ricerche molecolari suggeriscono che gli Ominini, la sottofamiglia alla quale apparteniamo, si siano originati all’interno dei Primati intorno a 6 milioni di anni fa”.

E il 30 novembre 1974, in Etiopia, Donald Johanson e Tom Gray rinvennero lo scheletro di un ominino, siglato AL288-1, poi ribattezzato “Lucy” in omaggio alla famosa canzone dei Beatles, scritta da John Lennon nel 1967, ed adottata per richiamare l’oggetto di questa singolare esposizione, unica nel suo genere, la prima in chiave moderna che cerca di fare luce in maniera esauriente sulle tappe che precedettero l’arrivo del nostro vero e proprio antenato: l’Homo sapiens. Da Lucy all’Homo sapiens il percorso è stato molto lungo, ma la mostra lo colmerà con rigore scientifico, accompagnando il visitatore lungo un viaggio che riporta le lancette della vita a tempi molto remoti e presentandoci sconosciuti parenti che l’archeopaleobiologia ha dissotterrato dal loro riposo. Ma l’insieme di questi ritrovamenti sono importanti non solo dal punto di vista biologico. Essi consentono di rileggere anche la nostra storia, il cammino dell’uomo sulla Terra, le migrazioni…

“E’ comunque importante sottolineare – chiarisce il prof. Antonio Russo – che, come per tutte le specie viventi su questa Terra, anche noi siamo del caso, cioè il risultato di una combinazione se vogliamo fortuita, quanto fortunata, di eventi e trasformazioni ambientali e culturali, della nostra capacità di interagire con l’ambiente e di come abbiamo saputo adattarci ai cambiamenti, diverse specie simili tra loro, ma profondamente diverse nelle abitudini. L’evoluzione umana non è un susseguirsi di forme lungo una linea continua, come ipotizzato fino alla metà degli anni ’70, ma un di forme alcune meglio adattate e, quindi, capaci di progredire fino ai giorni nostri”.

Tutto questo sarà raccontato attraverso “Lucy in the sky with diamonds”, che verrà inaugurata ufficialmente sabato 10 novembre 2007 alle ore 16.00 alla presenza del Rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia prof. Gian Carlo Pellacani, del Sindaco di Modena prof. Giorgio Pighi, del Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio prof. Andrea Landi e del Senatore Giuliano Barbolini.

“Puntuale ad autunno avanzato il Dipartimento del Museo di Paleobiologia e dell’Orto Botanico dell’Ateneo – commenta il Rettore prof. Gian Carlo Pellacani – ripropone il maggiore dei suoi eventi, un omaggio che si ripete ormai da molti anni e che non mancherà di suscitare il consueto interesse da parte della città, e non solo, e soprattutto delle scolaresche. Dopo aver visto e seguito in passato l’evoluzione degli animali, i dinosauri, i pesci, gli elefanti nani, adesso è la volta dell’uomo o per meglio dire di ciò che è stata la forma di vita sulla Terra che ha dato origine all’uomo. Credo che i visitatori non resteranno delusi per la completezza e l’approccio scientifico che la caratterizza, qualità che sostengono tutta l’attività dei nostri ricercatori, che ogniqualvolta sanno unire con le proprie proposte culturali alla passione per lo studio e l’approfondimento quel tratto divulgativo, necessario ad avvicinare alla scienza ed alla ricerca anche il grande pubblico, a fare percepire il prodotto della nostra attività come qualcosa di immediatamente fruibile, di utile. Con questa mostra e con le altre che promuove l’Ateneo, di cui dobbiamo comunque ringraziare in particolare la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena sempre generosa nei nostri confronti, l’Università vuole essere più vicina alla gente, vuole sentirsi organo vitale e pulsante del territorio, vuole in altre parole essere percepita come un momento indispensabile della vita culturale cittadina, nazionale ed internazionale”.

La visita ad ingresso libero osserverà i seguenti orari di apertura al pubblico: dal lunedì al venerdì ore 9.00/13.00 – 15.00/18.00, sabato e domenica ore 10.00/13.00 – 15.00/19.00. Per informazioni e prenotazioni di gruppi ci si può rivolgere al Dipartimento del Museo di Paleobiologia e dell’Orto Botanico telefonando dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00/13.00 e dalle 15.00 alle 17.00 al numero 347 2173125; oppure si può inviare una mail all’indirizzo infomuseo@unimore.it.

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