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13 novembre 2007

Verona: Tecnica e creatività a confronto nell’arena della produzione musicale

Porre a confronto il suono dal punto di vista della fisica e della progettazione degli spazi acustici e il suono in quanto esperienza artistica di c
Porre a confronto il suono dal punto di vista della fisica e della progettazione degli spazi acustici e il suono in quanto esperienza artistica di chi crea, esegue e ascolta musica per professione. Con questo intento l’Università degli Studi di Verona e l’Associazione Italiana di Acustica (AIA) organizzano un workshop di acustica musicale dal titolo “Lo spazio acustico e l’esecuzione musicale: interazione e rapporti” che si terrà venerdì 16 novembre nella sede dell’Auditorium “Montemezzi” del Conservatorio Statale di Musica “F.E. Dall’Abaco” di Verona. Responsabili dell’organizzazione sono Mario Cogniti, esperto in acustica degli spazi teatrali e docente del Corso di Laurea in Scienze dello Spettacolo all’Università di Macerata, e Federico Fontana, ricercatore del Dipartimento di Informatica dell’ateneo scaligero, impegnato in studi legati alla definizione e all’utilizzo di modelli per la sintesi e l’elaborazione del suono.

L’evento intende creare un punto d’incontro tra musicisti, direttori d’orchestra e docenti universitari che nei loro differenti ruoli fanno del suono l’oggetto principale della loro attività di lavoro, studio e ricerca. L’intervento di esperti di mondi apparentemente distinti, quello matematico-progettuale e quello artistico-creativo, ma al contempo determinanti per la disciplina dell’acustica musicale, sarà la chiave per un approccio interdisciplinare alla materia per delineare nuovi scenari di collaborazione nella fase di ricerca e realizzazione finale.

«L’indagine sui modelli per la resa del suono nello spazio caratterizza da decenni una parte importante delle ricerche di acustica degli ambienti – precisa Federico Fontana –. Già a partire dagli anni ’70, la possibilità di realizzare architetture hardware e software in grado di introdurre nei suoni alcune caratteristiche riconducibili a contributi ambientali ha dato vita alle prime architetture di audio digitale per il riverbero».
All’interno del Dipartimento di Informatica dell’Università di Verona, Federico Fontana coordina un gruppo di ricercatori impegnato nella realizzazione di modelli per la sintesi e la spazializzazione interattiva di suoni non musicali e nella progettazione di un pianoforte basato su modelli fisici.

Musica e informatica hanno costituito un legame sempre più stretto negli ultimi decenni con l’avvento delle nuove tecnologie e l’esplorazione di nuovi generi musicali, ma molta strada si può ancora fare nel campo della progettazione degli ambienti e degli strumenti musicali, come sottolinea Fontana: «La possibilità di rendere geometrie ambientali inconsuete e di mediare istantaneamente le interazioni che coinvolgono gli attori nel luogo della rappresentazione, apre scenari di ricerca stimolanti in cui con ogni probabilità la realtà virtuale acustica verrà utilizzata secondo paradigmi meno convenzionali di quelli finora adottati».

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