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6 novembre 2007

Visita al planetario romano

Una cupola di alluminio che sovrasta cento poltrone concentriche semi-distese, quattordici metri di diametro che coprono trecento metri quadrati di suUna cupola di alluminio che sovrasta cento poltrone concentriche semi-distese, quattordici metri di diametro che coprono trecento metri quadrati di superficie, un proiettore ottico che riproduce fino a 4.500 stelle e tutti i moti dei pianeti. È il nuovo Planetario di Roma, nato da un progetto voluto fortemente dall’Università “La Sapienza” di Roma, dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma e dalla Regione Lazio.
Nato nel maggio 2004, ritorna in auge dopo la chiusura ventennale del più antico planetario situato nella storica Piazza Esedra, a Roma. In questi suoi primi tre anni di vita ha dimostrato che la sua assenza è stata un tassello mancante nel campo scientifico. Le visite lo dimostrano. “Ma si potrebbe fare ancora di più se ci fossero i finanziamenti giusti”, suggerisce qualche personaggio all’interno. In effetti, assistendo ad uno spettacolo nella cupola, si viene trasportati nello spazio assieme ad un concentrato di emozioni che solo un “vero” cielo stellato può dare. E, nonostante le sovvenzioni della Legge “Roma Capitale”, i fondi ordinari della Sovrintendenza ed alcuni fondi regionali, oggi si potrebbe davvero colmare questo vuoto ventennale con ulteriori aiuti economici “mirati”, in modo da recuperare il tempo perduto. Si potrebbe avere una dotazione di cuffie stereofoniche su ogni poltrona, un paio di occhiali per la visione tridimensionale per ciascun ospite e, più importante, si dovrebbe puntare sulla più ampia pubblicizzazione della struttura al grande pubblico. Quanti non sanno che a Roma abbiamo uno strumento scientifico di questa importanza ed alla portata di tutti? Si potrebbe pensare, così, anche ad un ingresso gratuito per gli studenti universitari che trattano queste materie oppure formulare dei pacchetti convenienti per non perdersi nessuno spettacolo o, ancora, scegliere quelli che più aggradano.
Fino ad ora, i passi compiuti dalle istituzioni sono da ammirare. Considerevole è anche lo sforzo compiuto per l’allestimento del Museo Astronomico proprio accanto alla cupola “magica”. La volontà di miglioramento da parte dei collaboratori scientifici del progetto, inoltre, è inutile dirlo, sovrasta le aspettative. Dunque, i singoli cittadini, le famiglie, le coppie di fidanzati, i gruppi di amici, adesso, devono fare la loro parte. Il Planetario si trova all’interno della struttura più grande del Museo della Civiltà Romana, in Piazza Giovanni Agnelli, facilmente raggiungibile con tutti i mezzi di locomozione. Il sito internet, invece, è www2.comune.roma.it/planetario.
Un’idea, già per il mese di novembre, è il carnet di spettacoli organizzati dallo staff scientifico del Planetario, giovane e pieno di inventiva: sessanta viaggi nello spazio nell’arco di trenta giorni. Un percorso di circa un’ora come vagabondi romantici nel cielo notturno.

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