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18 dicembre 2007

Brutto incidente all’Università degli Studi di Salerno Unisa

Ma che cosa mi combini Unisa
Brutto incidente all'Università degli Studi di Salerno

Brutto incidente all’Università degli Studi di Salerno

Brutto incidente all’Università degli Studi di Salerno Unisa: che le strade dell’UniSa non fossero indenni da inconvenienti qualcuno lo aveva già verificato.

Non infrequente, infatti, la famigerata “sfogliatella” servita giustamente dagli agenti della Polizia Municipale di Fisciano per divieto di sosta o il ritiro dell’autovettura, da parte di carro attrezzi autorizzato, perché sorpresa in sosta selvaggia o non autorizzata.

Alle ore 10.00 circa di giovedì scorso la strada che costeggia l’autostrada Salerno – Avellino è stata, purtroppo, teatro di un brutto incidente dovuto, probabilmente, alla non idonea velocità di percorrenza della stessa. Attrici malcapitate una fiat Brava e una Panda.

Come da dichiarazioni dei presenti, la Brava, che giungeva dalla zona Biblioteca Centrale, stava percorrendo a velocità sostenuta il curvone quando, improvvisamente, sbanda invadendo la corsia opposta. Il conducente immediatamente, probabilmente accortosi del sopraggiungere della Panda, tenta invano di recuperare e riportare l’auto nella propria corsia di marcia.

Le vetture sono troppo vicine e lo scontro è inevitabile. Inesorabile l’epilogo, la Brava urta violentemente la Panda, la Panda si ribalta e finisce sul marciapiede mentre la Brava termina la sua corsa in testacoda. Senza gravi conseguenze i due occupanti della Brava, non così per i due della Panda.

Veloci i soccorsi, anche in considerazione dei pochi metri che distanziano il luogo dell’incidente dal posto di Polizia interno all’UniSa. Sono proprio gli agenti ad estrarre dalla vettura il conducente della Panda dopo che già la figlia dello stesso, nonostante lo shock, si era fatta strada attraverso lo spazio in cui alloggiava il parabrezza. Gravi le condizioni dell’uomo al quale, trasportato dall’ambulanza al vicino ospedale di Curteri, è stata rilevata, tra l’altro, la frattura scomposta del femore.

Qualcuno dirà che tutto sommato è andata “bene” anche questa volta in quanto, nonostante la drammatica dinamica, morti o invalidi non ci sono stati. Ritengo invece, potrà sembrare la solita retorica, che sarebbe opportuno che ognuno di noi facesse un esame di coscienza: quasi tutti, chi più chi meno, a volte schiaccia un po’ più del dovuto il pedale dell’accelerazione.

Se pensassimo che tale comportamento potrebbe costare caro ai nostri cari sono convinto che si ridurrebbe drasticamente il numero di incidenti dovuti all’elevata velocità. Pensare costa poco … allora perché non farlo?

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