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2 dicembre 2007

Docente di Firenze pubblica su Science un articolo di paleoantropologia

E’ stato pubblicato su Science il risultato di una ricerca di paleoantropologia che vede la partecipazione di un docente in materia dell’ateneo fi

E’ stato pubblicato su Science il risultato di una ricerca di paleoantropologia che vede la partecipazione di un docente in materia dell’ateneo fiorentino, Prof. Jacopo Moggi-Cecchi. L’articolo, intitolato “Extended Male Growth in a Fossil Hominin Species”, è firmato da un gruppo di ricercatori provenienti da Londra, Johannesburg e Firenze, per conto della Missione Archeologica Italiana, coordinata da Jacopo Moggi-Cecchi, con il contributo del Ministero degli Affari Esteri Italiano (DGPCC) e il sostegno dell’Ambasciata Italiana e dell’Istituto Italiano di Cultura, Pretoria, Sudafrica.
L’articolo spiega che, grazie ai ritrovamenti fossili di Ominidi nel sito di Drimolen, nei pressi di Johannesburg, nota come “La culla dell’Umanità” per l’ingente quantità di resti fossili rinvenuti, si è oggi in grado di sostenere che i maschi erano grandi quasi il doppio delle femmine, per le quali il processo evolutivo terminava prima, come ancora oggi accade per gli scimpanzè.
Il Prof. Moggi-Cecchi parla della ricerca: “Quando si osservano tutti i fossili nel loro insieme, e li si mette in ordine di età, si nota che fra gli esemplari maschili ve ne sono alcuni giovani-adulti (con il ‘dente del giudizio’ già in bocca), di piccole dimensioni e altri adulti molto più grandi. Fra le femmine, invece, giovani e adulte hanno più o meno le stesse dimensioni. È molto simile a quello che si osserva nel nostro cugino scimpanzè o nel gorilla. Questa scoperta suggerisce, fra l’altro, che la riduzione del grado di dimorfismo sessuale, cioè la differenza di dimensioni tra maschi e femmine, che osserviamo oggi nella nostra specie è un fenomeno che si è originato molto più di recente”.

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